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Toscana biologica, Siena è la prima della classe Economia

Una discreta fetta della Toscana agricola è biologica. E' ciò che emerge dai dati sull'agricoltura in Toscana raccolti dal 6° Censimento generale:  le aziende biologiche sono 2.442 e rappresentano il 3,4% delle unità agricole rilevate al Censimento 2010; la loro incidenza sul totale delle aziende biologiche italiane è  del 5,5% e sale al 29,7% se si  considerano solo le aziende del  Centro Italia.
Il biologico che va forte in Toscana è essenzialmente quello che si dedica alle colture, mentre rimane in secondo piano il biologico applicato all'allevamento. Fra le Province più attente al bio risulta Siena, che ha una percentuale di aziende che dichiarano una produzione biologica sia per quanto riguarda le coltivazioni che l'allevamento pari al 5,8% sul totale delle aziende della provincia. Firenze si colloca al secondo posto, col 4,6%.

Per quanto riguarda la superficie, il totale dei terreni coltivati col metodo bio si avvicina ai 41.562 ettari, di cui il 7% costituisce superficie agricola utilizzabile (Sau) in fase di conversione. A livello nazionale, la percentuale toscana del bio è del 5,3%. Ma, restringendo il campo d'osservazione al solo Centro Italia, la percentuale delle terre del bio risulta essere toscana per il 31% circa.
Sulla superficie agricola utilizzabile regionale, la percentuale dedicata al biologico è del 5,5% con punte, del 7,7% per la provincia di Firenze, dove le superfici delle aziende bio risultano essere mediamente di 17 ettari circa. 
Grosseto, Siena e Pisa sono le province in cui la superficie  media biologica supera la media regionale, con valori prossimi a 23 ettari per la provincia grossetana e 19 ettari circa per  le altre due.

La colitvazione di cereali "mangia" il 25% della superficie biologica toscana e riguarda la produzione di granella (28% con riguardo all'Italia) mentre il 20% è dedicato agli olivi, sia per la produzione delle olive da tavola che per l'olio, mentre il dato italaino è pari al 17%. Non è trascurabile neppure la percentuale di superficie biologica ricoperta da prati  e pascoli permanenti, esclusi i pascoli magri, (16,7%) e quella relativa alla coltivazione di  foraggere avvicendate (13%,

Passando all'allevamento con metodi biologici, sul totale delle aziende con allevamenti (9.900), sono 333 quelle che allevano capi di bestiame con metodi di produzione biologica e certificati
secondo le norme comunitarie o nazionali. Escludendo i capi in conversione,  la quota maggiore di “capi biologici” sul totale dei capi allevati si riscontra nel caso dei bovini, che tuttavia non raggiunge il 9%. A seguire, i caprini, il 6% dei quali sono allevati con metodi di produzione biologica,  e gli ovini, per i quali la percentuale di capi “biologici” è pari al 5%.

Foto: http://toscanaecologista.wordpress.com

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