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Toscana capitale del “turismo di studio” Turismo

Firenze – Settantasei nazionalità e 6.500 presenze: sono questi numeri, che riguardano gli studenti stranieri, che fanno della Toscana uno dei territori più “vocati” a ricevere dall’estero giovani che vengono a completare la propria formazione nella nostra regione. Un primato che in Italia trova solo un altro territorio in grado di esercitare una così potente attrattiva, ed è il Lazio. La ricaduta economcia di questo “giro” di studenti porvenienti dalla parti più disparate del mondo è, calcola l’Irpet che ha svolto questo studio, di circa 1 miliardo nei conti economici regionali.

Un vero e proprio indotto insomma, che si avvale, come emerge dalla ricerca condotta dall’Irpet Educating in Paradise, di un numero molto elevato di strutture: oltre ai programmi americani all’estero, sul nostro territorio operano anche strutture di formazione italiane che si rivolgono a una clientela prevalentemente straniera, come scuole d’arte, di design, di cultura, italiano per stranieri.

La ricerca dell’Irpet, focalizzata sui programmi delle università americane in Toscana è stata illustrata ieri nel corso dell’incontro “Istruzione e cultura nell’era della globalizzazione:gli studenti stranieri negli istituti di alta formazione in Toscana”, organizzato dalla Federazione regionale dei lavoratori della conoscenza Cgil e dall’Association of scholars at American Universities in Italy, che ha anche commissionato lo studio, con il patrocinio della Regione.

Si tratta di riflettere sull’impatto culturale che ha la presenza di studenti stranieri di lunga permanenza, anche per valutare non solo il valore aggiunto alla didattica della presenza prolungata sul territorio, ma anche lo stimolo culturale che il territorio può ricavarne in cambio. Ed è forse questo il punto su cui emergono alcune perplessità: infatti, anche gli studenti che vengono in Italia per imparare l’italiano, molto difficilmente escono o interagiscono con coetanei italiani. In genere i loro incontri si limitano alle serate nei pub o in discoteca.

“Mi ha colpito il dato che un quarto degli studenti presenti hanno origine toscane – ha sottolineato nel suo intervento l‘assessora regionale alla cultura e al turismo Sara Nocentini – si tratta di comprendere lo stimolo esercitato dalle radici su di loro, ma anche le possibilità aperte all’interscambio culturale con le realtà di provenienza. Credo che molti dei motivi che li portano a volere una esperienza di studio e permanenza nelle terra dei loro nonni o genitori non si discosti molto da quel desiderio di venire in Toscana che ci proietta ai primi posti delle classifiche internazionale che si occupano del ‘dove vorreste andare in vacanza’?”.

“A fronte di un interesse e un’attrattività così ampi, é necessario lavorare su un’adeguata strategia di accoglienza che veda collaborare la Regione Toscana, gli enti locali e tutti i centri universitari per fare dello studio in Toscana un’occasione di vera conoscenza e condivisione del nostro patrimonio storico e culturale” ha concluso l’assessora Nocentini.

 

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