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Toscana, chi ha paura dello straniero? Sondaggio di Mannheimer Società

Firenze –  I cittadini toscani temono gli effetti dell’immigrazione. È quanto emerge dal sondaggio di Eumetra, condotto lo scorso settembre, commissionato da Mario Razzanelli (Forza Italia). I risultati sono stati presentati stamattina dal consigliere comunale con l’onorevole Deborah Bergamini (PdL, FI), Marco Stella e Mario Tenerani.

Bergamini: “L’Italia, come tutti i paesi dell’occidente, è fortemente a rischio. La ricerca, che salutiamo come un bagno di buon senso, ci dà elementi molto chiari della preoccupazione del popolo italiano nei confronti della minaccia rappresentata dal terrorismo fondamentalista”.

“I dati – ha chiarito Razzanelli – sono evidenti: la gente ha paura del fenomeno dell’immigrazione incontrollata e le sensazioni della popolazione toscana accomunano destra e sinistra”. Fermo restando il distinguo tra profugo (figura intorno alla quale le posizioni si dimostrano più morbide) e immigrato per motivi economici, il sondaggio consegna uno stato d’animo scoraggiante e scoraggiato. Prevale il timore dello straniero.

I risultati, illustrati in videoconferenza da Renato Mannheimer, danno risultati univoci: nel giro di pochi anni in Toscana si è passati da un clima di accoglienza a quello di un forte timore. Il fenomeno migratorio è percepito come incontrollato e foriero di distruzione. Della cultura europea, dei valori occidentali, del lavoro, della sicurezza delle città. Lo dimostrano i dati dello studio: il 38% degli intervistati sostiene che occorra respingere entrambe le categorie senza se e senza ma; il 36% dice che bisogna accogliere solo i profughi e respingere gli immigrati che arrivano per motivi economici. Solo il 25% (percentuale che tre anni fa sfiorava il doppio) è a favore di un’accoglienza per ragioni umanitarie. La divisione degli atteggiamenti tra le varie province toscane consegna valori omogenei. Alla proposta di destinare le risorse per l’accoglienza ad azioni politiche nei paesi di provenienza, l’86% del campione si è dichiarato favorevole. L’81% è inoltre d’accordo sul progettare un piano europeo di accoglienza dei profughi. Alla domanda se occorra impedire ai barconi di partire, bloccandoli nei luoghi d’origine, il 73% si è infine dimostrato favorevole. La maggiore paura nei confronti degli immigrati è che possano rappresentare una minaccia per l’ordine pubblico (74%); poco meno della metà dei toscani, però, si sentirebbe a disagio nell’averli come vicini di casa (48%). La percezione di una minaccia alla nostra cultura si attesta al 58%, mentre il 49% ritiene che nei luoghi di culto islamici situati sul territorio nazionale la predicazione dovrebbe essere fatta in italiano. Generalizzando un pò, si ha poi un 54% che ritiene che gli immigrati di religione musulmana non riescano a integrarsi nella nostra società. Tra le cause, l’incompatibilità con i valori occidentali (35%), l’eccessiva religiosità (33%), la scarsa volontà di integrarsi (30%) e la mancanza di politiche di integrazione (30%). Soltanto l’8% ritiene che la mancata integrazione sia dovuta alla ghettizzazione cui gli immigrati sono sarebbero sottoposti. Sul banco degli imputati, tuttavia, c’è anche l’Europa: il 65% ritiene che gli accordi di Dublino vadano modificati. La volontà di modifica degli accordi in questione è forte soprattutto tra i residenti di Siena, Arezzo e Grosseto, ma sostanzialmente i risultati danno una fotografia uniforme in tutta la Toscana.

 

Il forte timore emerso dal sondaggio si incanala nel pericolo di attentati, ma qui i dati toscani si discostano sensibilmente da quelli nazionali: il 48% dei toscani valuta il rischio molto o abbastanza elevato, a fronte di un generale 72%. Quanto al pericolo Isis, l’84% degli intervistati ha paura che il Califfato possa arrivare, dalla Libia, in Italia. È ancora un 84%, poi, a ritenere che le cellule terroristiche in Italia rappresentino un pericolo concreto per tutto il paese. L’80% ricorrerebbe a un’azione militare internazionale per l’eliminazione dell’Isis. “Sono risultati – ha detto Deborah Bergamini – che non ci sorprendono, ma che ci devono far riflettere. La Toscana ha da sempre una forte tradizione di accoglienza, quindi se il livello di preoccupazione è arrivato questi punti significa che la misura è colma”.

 

 

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