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Toscana, consumi ancora in calo ma una lieve frenata c’è Economia

Ultimo trimestre 2013, le vendite sono ancora in calo, e segnano un ribasso del -4,7%. Flessione che tuttavia si propone come la più contenuta degli ultimi due anni. Anche per quanto riguarda la media italiana, la Toscana ha un dato migliore, dal momento che il calo nazionale è del 5,8%. Con l'occhio all'intero 2013,  la Toscana sale ancora rispetto al Paese:  -5,3% Toscana, -7,3% Italia.

I dati sono solo alcuni fra quelli emersi dal rapporto sulla congiuntura delle imprese del commercio al dettaglio in Toscana, che riguarda il consuntivo IV trimestre 2013- aspettative I trimestre 2014, elaborata dall'Ufficio Studi di Unioncamere Toscana. "Purtroppo i dati della fine del 2013 confermano gli elementi del recente passato – spiega Vasco Galgani, Presidente Unioncamere Toscana – la piccola distribuzione è in crisi strutturale e la grande distribuzione conferma difficoltà mai conosciute in precedenza. Più allarmante ancora il fatto che la nuova caduta delle vendite si realizzi in presenza di una crescita dei prezzi ormai quasi azzerata, tanto da far parlare di rischio deflazione per il Paese. È evidente che senza una ripresa dei consumi e politiche di sostegno all'occupazione e al reddito delle famiglie, qualsiasi percorso di recupero dell'economia italiana risulti fragile e non sostenibile".

"Pur nella crisi generale e diffusa che non indica segnali di significativa controtendenza, la Toscana mostra un tessuto commerciale in grado di reagire, allentando gli effetti più negativi della caduta dei consumi" sono invece le parole di commento del'assessore regionale al commercio Sara Nocentini secondo cui "si mostra così tutta l'urgente necessità di rafforzare la politica dei redditi".

Ma la preoccupazione più pesante è quella che riguarda la caduta dei consumi alimentari. Insomma, dopo i tagli alle spese “superflue” alle vacanze, alla macchina, ai consumi di gas e energia, ora siamo nel capitolo più definitivo, quello del cibo. Un dato che in realtà scuote tutto il paese, e che è stato rilevato ormai da almeno due anni dall'inizio della crisi anche da Coldiretti, che spesso ha lanciato l'allarme. Del resto, ne è spia anche lo stato di crisi ormai pluriennale delle piccole strutture (da 1 a 5 dipendenti), crisi che non si ferma al dettaglio, ma sta ormai corrodendo anche ipermercati, supermercati e grandi magazzini, che hanno perso l'1,8%.

Infine, anche per quanto riguarda gli esercizi specializzati, il “conto” della crisi rimane positivo per la Toscana rispetto al Paese: gli esercizi commerciali toscani, che hanno ridotto le vendite del 5,1% tanto negli alimentari come nei non alimentari (-5,1%), mantengono rispetto all'Italia, una differenza in positivo che  è di circa tre punti in entrambi i casi (le flessioni, a livello nazionale, sono pari a circa l'8%). In Toscana continuano a calare soprattutto le vendite di abbigliamento ed accessori (-5,5%) e per prodotti per la casa ed elettrodomestici (-5,9%). Quanto al futuro la quota degli "ottimisti" è ancora minoritaria: solo l'8% prevede una crescita delle vendite nel trimestre gennaio-marzo.

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