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Toscana, crollo delle imprese artigiane Economia

Il saldo fra le imprese che aprono e quelle che chiudono, fra il gennaio e il settembre 2013, continua a rimanere positivo in Toscana: infatti, le imprese registrate al 30 settembre 2013 erano 415.141, le iscritte 22.023, le cessate (al netto delle cessazioni d'ufficio) 20.810, il saldo rimane positivo: +1.213. Il tasso di crescita (ricavato dalla differenza fra iscritte e cessate) si assesta così intorno a +0,29%. Un po' pochino a dire la verità, anche se in questo momento la cosa più preoccupante appare un'altra, specialmente per la Toscana, patria di numerose eccellenze artigianali, ed è proprio il crollo dell'artigianato.

Da gennaio a settembre 2013 infatti i numeri che riguardano le imprese artigianali appaiono veramente inquietanti. Se si guarda infatti alla natimortalità imprenditoriale artigina della Toscana, ecco il quadro: imprese artigiane registrate al 30 settembre 2013, sono 111.871; iscritte, 6.995; cessate, 8.962; saldo, – 1967; tasso di crescita, -1,76 punti percentuali.

I dati che si riferiscono alla nostra regione specchiano in modo fedele il quadro nazionale: nel complesso, le imprese registrate in Italia hanno superato i sei milioni, con la nascita, per i primi nove mesi del 2013, di 7. 668 nuove imprese. Un dato che, pur rimanendo positivo, è in forte calo, in particolare rispetto al 2012, in cui il saldo fra nuove nascite e cessazioni era del + 19.984.

La Toscana inoltre guadagna una ben poco gradita nomina per quanto riguarda il dato riferito all'artigianato, dove si piazza fra i risultati più negativi (- 1.967) insieme a Lombardia con -3.338 e Veneto, con -2.544.

E mentre il perdurare del dato positivo fra le nuove nascite prefigura il “tentativo della speranza” come commenta il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, per leggere il significato del calo dell'artigianato è necessario tenere conto di svariati fattori, fra cui “la crisi del mercato interno, la mancanza di liquidità, il forte aumento delle tasse”.

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