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Toscana, flash lavoro: declino lento ma inesorabile Economia

La Toscana accusa i colpi della crisi, e tuttavia cerca di resistere combattendo strenuamente. E' questo, il quadro generale che risulta dalla pubblicazione curata  dall'Irpet circa la situazione del lavoro in Toscana, che si riferisce all'ultimo trimestre del 2012, ma che, in prospettiva e guardando ai primi mesi del 2013, non scorge che pochissimi segnali incdoraggianti.

L'ultimo trimestre del 2012 si segnala come il settimo trimestre consecutivo di calo tendenziale del prodotto interno lordo. Ovviamente, questa continuità e prolungamento della crisi provoca effetti devastanti sul tessuto economico: distrugge posti di lavoro, toglie fiato alle imprese, riduce i consumi delle famiglie, aumenta la disoccupazione in un grande circolo negativo che sembra ancora lontano dall'interrompersi. Disoccupazione che sta diventando drammatica in tutte le fasce d'età ma che in particolare per i giovani ( under 25 nello specifico) ha raggiunto il 29% nella media annuale.

E se i dati Istat confermano il trend tutto toscano di capacità di "contenimento" della crisi più alta rispetto alle Regioni di ordinaria comparazione, la ricaduta sulla sua struttura economico-sociale comincia a diventare gravosa e evidente, in particolare per quanto riguarda il sistema industriale regionale.

I segnali incoraggianti provengono sostanzialmente dall'export, che nel 2012, come segnala il rapporto Irpet, ha visto la Toscana capofila delle regioni del Centro Nord per "il maggiore incremento di valore esportato, con + 6,9% su base annua, quasi il doppio del dato medio italiano (+3,7%) e con una performance superiore a quella di Lombardia  (+3,7%), Piemonte (+1,9%) Veneto (+1,6%), Emilia Romagna (+3,1%)". Ancora bene, anche se aumentano i problemi, il settore del turismo regionale, che rimane competitivo.

Continua la tenuta occupazionale: nel quarto trimestre 2012 l’occupazione regionale  ha confermato una sostanziale stabilità con un+0,2% tendenziale, che pone la Toscana in un andamento più positivo rispetto al dato nazionale, pari a -0,6% e al complesso del Centro Nord italiano, -0,5%.
Interessante peculiarità del panorama toscano, il terziario mostra un effetto di forte compensazione rispetto alla contrazione spietata cui è sottoposto il segmento industriale. Se consideriamo i settori, continua la forte riduzione del numero di addetti nelle costruzioni, mentre nell'indistria in senso stretto, si legge nel rapproto, "la flessione è stata più contenuta".

Lo stato dell'occupazione in numeri: numero totale di occupati 1.554.000 unità. Rispetto al corrispondente trimestre del 2011 si ha un aumento pari a +0,2% (+4.000 unità),  mentre rispetto al trimestre precedente per effetto  delle tendenze stagionali si è registrata una diminuzione ( -11.000 unità, su dati non  destagionalizzati).
Il tasso di occupazione della Toscana si posiziona al 63,9 rispetto al 63,5 di un anno prima e al 64,5 del secondo trimestre, e tuttavia si trova ancora un punto percentuale inferiore a  quello del quarto trimestre del 2008.

Determinante il contributo dell'occupazione femminile. Le donne occupate sono aumentate del +3,2% a fronte del -2,0% maschile.  Il tasso di  occupazione femminile ha raggiunto il 56,1, in  ascesa rispetto al 54,1 di un anno prima.

L’occupazione industriale. Si registra un diminuzione tendenziale del -7,6%, uguale a  32.000 occupati in meno. Continua la perdita di lavoro nelle costruzioni (-12,0%), mentre la flessione nell’industria in senso stretto è stata minore, ma pur sempre notevole:  -5,7%. Si espande il macrosettore dei servizi, che conferma un ritmo di crescita occupazionale importante
+3,1%%, pari a +33.000 unità.

Quasi stabile il tasso di disoccupazione. Dopo una frenetica ascesa nei trimestri precedenti, sembra essere rallentato di tasso di disoccupazione regionale; va poco oltre il dato del quarto trimestre del 2011, inizio più recente della crescita della disoccupazione, e sale di mezzo punto percentuale rispetto al trimestre precedente: il tasso di disoccupazione è stato pari  al 7,8% rispetto al 7,5% di un anno fa e al 7,3% del trimestre precedente.
Nel valore medio annuale, si è dunque "sistemato" al 7,8%, ben lungi dal record negativo toccato nel primo trimestre 2012, pari all'8,4%. Rimane sempre altissima, pur avendo subito un incremento basso, la percentuale di disoccupazione femminile, 9,2%, che, come fa notare l'Irpet, "permane sui  livelli più elevati registrati dall’inizio del millennio".

Infine, il numero di persone in cerca di occupazione in Toscana è risultato pari a 132.000 unità, con un incremento di 6.000 unità rispetto ad un anno prima  (126.000). Nella media del 2012 l’aumento è invece stato pari a +24.000 disoccupati. Il tasso di disoccupazione femminile ha raggiunto  il 9,2% dall’8,9% di un anno prima, restando invariato rispetto al trimestre precedente.

Il quadro economico che emerge nell'insieme non è certo improntato a segnali di rilancio, soprattuto per quanto riguarda la domanda di lavoro. Anzi, la Toscana presenta  una tenuta occupazionale in parte comprensibile se si analizza il massiccio ricorso alla cassa integrazione, in particolare quella in deroga. Nello specifico, come scrive l'assessore al lavoro regionale Gianfranco Simoncini nella prefazione del rapporto, "in Toscana i dati dei  primi tre mesi segnalano, rispetto al 2012, aumenti del +35% nel numero dei lavoratori richiesti in  deroga, e del +45% del numero di aziende richiedenti (in termini assoluti si tratta di 21.700 lavoratori e 4.700 unità produttive)".

Senza contare il problema delle risorse terminate per la Cig in deroga, resta da aggiungere, come ricorda Simoncini,  che i "tavoli" di trattativa aperti (vale a dire, imprese e gruppi industriali alle prese con chiusure, ridimensionamenti e licenziamenti) sono attualmente 72 in Toscana per un totale di 17.583 lavoratori coinvolti.

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