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Toscana, il settore industriale pubblico vale il 3% del Pil regionale Breaking news, Economia

Firenze – “Il settore industriale delle aziende di servizio pubblico locale (acqua, rifiuti, energia, trasporti, edilizia pubblica, farmacie, illuminazione) fattura in Toscana oltre 4 miliardi di euro nel 2018, occupa 20.000 addetti e investe 600 milioni di euro l’anno. Una realtà industriale grande, che consolida e migliora i suoi risultati negli ultimi anni, con bilanci in ordine, buona redditività e capacità di investimento. Numeri che sono la base della proposta che avanziamo alle forze politiche e sociali in vista delle prossime elezioni regionali: le utilities toscane al centro dell’agenda economica regionale, con investimenti, innovazione e occupazione di qualità in tutti i settori”. Con queste parole Alfredo De Girolamo, Presidente di Confservizi Cispel Toscana, commenta i dati del Rapporto annuale sull’analisi dei bilanci e delle performance economiche delle aziende toscane di servizio pubblico locale (sintesi in allegato), elaborato dall’istituto di ricerca Utilitatis. Lo studio è stato presentato questa mattina, presso la sede dell’Associazione, in una conferenza alla quale sono intervenuti anche Francesca Mazzarella, direttrice di Utilitatis, e Alessandro Petretto, Professore emerito di Economia Pubblica dell’Università di Firenze.

“Il settore – prosegue il presidente De Girolamo – con l’indotto vale circa il 3% del Pil regionale, ma con spiccate caratteristiche anticicliche: aumenta gli investimenti mentre gli investimenti pubblici e privati in Toscana arretrano, aumenta l’occupazione, stabile e qualificata, mentre il dato generale toscano vede difficoltà occupazionali e aumento dei lavori precari”.

Un settore industriale che può essere uno dei motori della crescita dell’economia regionale nei prossimi anni, per contrastare la previsione di stagnazione o recessione, e che ha la possibilità di assumere, come spiega il prof. Petretto, “il ruolo di incentivare tutta la componente di green economy e investimenti in settori tipicamente ambientali come il servizio idrico e i rifiuti, ma anche nel trasporto pubblico locale”.

Soprattutto, spiega De Girolamo in conclusione, è un comparto che può essere centrale per le sfide epocali che ci attendono: “Sostenibilità, lotta ai cambiamenti climatici, economia circolare, mobilità sostenibile, rivoluzione digitale e welfare innovativo sono la sfida dei prossimi anni. Le aziende sono pronte a raccoglierla, ma perché questo sia possibile serve una politica industriale regionale chiara e forte, che decida”.

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