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Toscana in prima linea su apprendistato STAMP - Lavoro Nuovo

Le Regioni accelerano sull’apprendistato. Tra le prime a muoversi vi è la Toscana. Terminato il percorso concertativo con le parti sociali è stata approvata in giunta la proposta del nuovo regolamento regionale. Nelle settimane scorse la legge n. 16/2012 è intervenuta apportando le necessarie modifiche al Testo Unico regionale in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro alla luce di quanto stabilito dal d.lgs. n. 167 del settembre scorso. È prevedibile, oltre che auspicabile, una veloce approvazione del documento ora al vaglio del Consiglio Regionale. È opportuno sottolineare come la legge regionale in materia sia stata approvata con voto unanime di tutte le forze politiche: un precedente certamente incoraggiante.

La delibera interviene, per quanto di sua competenza, su tutte e tre le tipologie di apprendistato, ma primariamente su quello finalizzato all’ottenimento di una qualifica o un diploma professionale e, per la parte afferente l’offerta formativa pubblica, sulla tipologia professionalizzante. Per l’apprendistato in alta formazione si rimanda invece ad un percorso condiviso con le Università e le altre istituzioni formative interessate. Si valorizza, infine, il ruolo del sistema dei servizi pubblici per l’impiego che vengono chiamati a svolgere una fondamentale funzione per ciò che attiene alla ricostruzione, alla validazione e alla certificazione delle competenze.

In questa sede è opportuno evidenziare alcuni elementi che qualificano le scelte adottate dalla Toscana in materia di apprendistato, in particolare, di primo livello. Le nuove disposizioni prevedono, oltre alle qualifiche triennali e i diplomi quadriennali, anche la possibilità di attivare percorsi di durata annuale e biennale per gli apprendisti di età compresa tra quindici e diciotto anni che siano stati già inseriti in percorsi di istruzione e formazione professionale o che abbiano frequentato una scuola secondaria di secondo grado. Una scelta, questa, che opera in coerenza con quanto già realizzato in passato dalla Regione per contrastare il fenomeno del drop out. La Toscana ha elevato a seicento ore (rispetto alle quattrocento dell’accordo in Stato-Regioni) la durata annua della formazione interna ed esterna.

Si immagina (è auspicabile!), tuttavia, una riduzione del monte ore nel caso di apprendisti maggiorenni, sulla base dei crediti formativi in ingresso da questi posseduti, se coerenti con il titolo da conseguire. I percorsi formativi potranno essere realizzati dalle agenzie accreditate dalla Regione anche in associazione con istituzioni scolastiche e/o con altri soggetti accreditati per l’erogazione dei servizi al lavoro. Si prevede, quindi, la possibilità di assegnare buoni individuali da utilizzarsi presso quelle agenzie che aderiranno al catalogo specificatamente definito a livello regionale per l’apprendistato.

Un importante ruolo di raccordo tra ente formativo azienda viene svolto, in questo quadro, dai due tutor previsti (quello aziendale e quello didattico). Per quanto attiene alla formazione pubblica per l’apprendistato professionalizzante, che non potrà avere una durata complessiva superiore alle centoventi ore, la Regione disciplina che questa sia svolta, di regola, presso le agenzie accreditate a livello regionale. Saranno possibili riduzioni del monte ore complessivo nel caso in cui l’apprendista sia in possesso di una qualifica/diploma professionale, un diploma di scuola secondaria superiore o sia laureato (in queste due ultime ipotesi la formazione di base e trasversale durerà la metà). Si stabilisce che, nell’ambito delle competenze trasversali, sia garantita agli apprendisti la conoscenza delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, pari opportunità, disciplina del rapporto di lavoro e apprendimento permanente. La Regione Toscana con l’approvazione di questo atto prova a dire sì ai giovani (la prima tra le priorità della giunta guidata dal Presidente Rossi) con l’auspicio e nella convinzione che l’apprendistato possa diventare sempre più il canale di accesso prevalente nel mercato del lavoro, valorizzandone al massimo il carattere formativo anche on the job.

Giancamillo Palmerini

copyright: http://www.lavoronuovo.org/archives/3178

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