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Toscana in recessione, calano redditi, produzione e consumi Economia

Aprire una grande vertenza toscana sul lavoro con il governo: è questa, la richiesta principale che la Cgil regionale avanza per bocca di Daniele Quiriconi, Responsabile attività produttive e mercato del lavoro della CGIL Toscana. Perchè? Il motivo dell'urgente e pressante richiesta sta nei numeri, quelli resi noti dal 3° Rapporto 2012 redatto da Ires e Cgil Toscana sulla situazione economica e sociale della regione. Che in estrema sintesi si possono così riassumere: esplosione lavoro povero e precario, calo degli avviamenti sia a tempo determinato che indeterminato, meno lavoro interinale espansione di quello a chiamata. Voce disoccupazione: si torna a vent'anni fa. Calo della produziune industriale. Insomma, recessione.
Ma guardiam i numeri. Lavoro povero e precario avviamenti in sia pur leggero calo e 89% dei contratti a termine. Avviamenti a tempo indeterminato calo del 13,79% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nei lavori a termine è proprio quello più tutelato, vale a dire il lavoro interinale a registrare il più forte indice negativo, -26%, mentre l'impennata è a favore del lavoro a chimata, +70%. Si riduce anche il numero delle trasformazioni dei contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato: siamo a -5,8%, mentre per i passaggi da apprenidta a qualificato il calo è del -5,3%.

Se la cassa integrazione rimane sostanzialmente stabile rispetto ai valori del 2011, con un dato che si attesta sui 23,3 milioni, esplode la mobilità, in crescita del 20% per quanto riguarda le nuove iscrizioni del primo trimestre 2012 sull'analogo periodo del 2011. Lo stock delle mobilità raggiunge le 47.119 unità (+ 7%). I soggetti che percepiscono la disoccupazione ordinaria sono, al 31 Marzo 2012, sono 52.082 (+ 19%). Fra le provincie più colpite dalla mobilità, si segnalano Lucca con +41% e Siena  con +50%. Disoccupazione ordinaria, la crescita maggiore si riscontra a Prato ( +43%) ed Arezzo (+40%).
Quante sono in sintesi le persone che cercano lavoro in Toscana? Ires parla di 136mila unità, mentre la disoccupazione maschile torna ai livelli di vent'anni fa con un valore medio dell'8,5%.

In calo la produzione industriale, nonostante la spettacolare performance dell'export, che resta tuttavia fortemente influenzata (per più di 400milioni) dai metalli preziosi. Il calo registrato è del -4,2% rispetto al primo trimestre del 2011, che investe tutti i settori, da quelli più innovativi a quelli tradizionali. La riprova sta nella tabella dei consumi interni, che certifica un quadro sostanzialmente recessivo: -5,4% complessivo, in cui spicca il -4,8% dei consumi alimentari e il -6,8% del consumo non legato agli alimenti. Del resto, se assumiamo 100 l'indice cumulato della produzione 2004, oggi lo stesso si porta a 85.
Altri dati interessanti emergono dall'analisi sul campione delle 230mila denunce dei redditi 2010 CAAF Toscana. La riduzione del reddito nel settore privato che merge dall'analisi,  in alcune realtà come Livorno e Massa Carrara sfiora rispettivamente – 700 e – 900 euro annui. Un dato ancora più alarmante se si pensa che già nel 2009 si risentiva pesantemente della crisi in atto. E dalle prime elaborazioni sulle denunce 2011, il dato in questione si accentua ulteriormente. Ancora in crescita le sofferenze bancarie, sia pure con tendenza al rallentamento, gli impieghi nei settori produttivi continuano a calare e dall’altra parte c’è un aumento dei tassi applicati.

Dunque, la Toscana è in piena recessione e, come sottolinea il presidente di Ires Toscana Emanuele Berretti, si conferma l'allineamento fra la nostra regione e il resto del Paese. E l'avvitamento della nostra economia rischia di farsi drammatico se si consideri le politiche di rigore messe in atto dal governo come non manca di fare osservare il reponsabile Cgil toscano delle attività produttive e mercato del lavoro Quiriconi. Sotto il mirino del sindacato, anche la "spending review", su cui lo stesso leader della Uil nazionale Angeletti, oggi a Firenze, non ha mancato di osservare che si potrebbe giungere a uno sciopero generale, volto anche a contrastare il peso del fisco sul lavoro. "Nello stesso tempo – conclude Quiriconi – assistiamo al vuoto pneumatico di idee da parte del Governo centrale, rispetto ad alcuni settori strategici in crisi della nostra regione, dalla cantieristica, all'acciaio, a Finmeccanica. Per questa ragione crediamo necessario aprire sin dalle prossime settimane, una grande vertenza Toscana con il Governo.”

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