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Toscana in rosso a partire da lunedì Cronaca

Firenze – Contrordine. La Toscana, dopo alcune settimane in fascia gialla e oltre un mese in fascia arancione, da lunedì 29 marzo passerà in fascia rossa. Che la regione fosse in bilico per ciò che riguarda l’incidenza dei contagi su centomila abitanti lo si sapeva da qualche giorno. Ieri, giovedì, sembrava tuttavia che il rischio di finire nella fascia di restrizioni più severe fosse stato scongiurato.

Oggi pomeriggio il colpo di scena. Sarebbe stato un errore nella trasmissione di alcuni dati a far cambiare il quadro. Se fino a qualche ora fa sembrava che i contagi settimanali a giovedì 25 giugno fossero 246 su 100.000 abitanti, si è scoperto oggi che andavano aggiunti 102 casi pratesi che hanno portato il conteggio a 251 facendo così superare la soglia dei 250 casi che portano automaticamente in zona rossa.
“Il ministro Roberto Speranza mi ha appena comunicato le risultanze della cabina di regia del Cts ha annunciato su Fb il presidente della regione -Eugenio Giani – il decreto del ministero della Salute prevede quindi la zona rossa per la Toscana”. Inoltre, per quanto riguarda la scuola, “questa restrizione – ha precisato il presidente  – fa sì che anche gli studenti toscani debbano stare a casa con tre giorni di anticipo rispetto alle tradizionali vacanze pasquali”.

Il provvedimento scatterà da lunedì 29 marzo e, a questo punto, la regione dovrebbe rimanere in fascia rossa per almeno due settimane. Ciò significa che, in base all’ultimo decreto in vigore fino al 6 aprile, anche parrucchieri e barbieri dovranno tirare giù le saracinesche, così come i centri estetici. Chiusi tutti i negozi eccetto quelli che vendono beni considerati necessari come alimentari, edicole, tabacchi, farmacie ma anche tutta una serie di esercizi commerciali come ad esempio profumerie o negozi di ottica, computer, informatica, librerie, lavanderie.
Per quanto riguarda bar e ristoranti, dalle 5 alle 22, è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni, mentre,
dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario.

Per quanto riguarda gli spostamenti, questi andranno sempre autocertificati anche all’interno del proprio comune. In pratica si può uscire da casa solo per lavoro o necessità (come ad esempio fare la spesa o recarsi nei negozi che rimangono aperti) o per fare attività motoria nei pressi della propria abitazione. Sempre consentito il rientro alla residenza, domicilio o abitazione (ad esempio quella in cui si vive abitualmente e con frequenza con il proprio partner) compreso il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione.

Attenzione però. Per quanto riguarda le seconde case la situazione è complicata dal fatto che alcune regioni, fra cui la Toscana, hanno emesso ordinanze che impongono dei limiti. Il presidente della regione, Eugenio Giani, dopo che il Tar aveva bocciato una precedente ordinanza che vietava lo spostamento nelle seconde case a chi non aveva il medico di famiglia in regione, ha firmato una nuova ordinanza che consente lo spostamento solo per ragioni di necessità e urgenza. Quello delle seconde case apre un capitolo spinoso che rimarca ancora una volta la confusione generata dall’intreccio fra norme statali e norme regionali spesso in contraddizione. Insomma, se lo stato consente lo spostamento nelle seconde case anche da o per zone rosse, alcune regioni hanno deciso invece di vietarlo: la Toscana come la Sardegna o la Valle d’Aosta.

In zona rossa inoltre gli spostamenti per far visita ad amici o parenti autosufficienti e, in generale, tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute sono vietati fino al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile.

Nei giorni 3, 4 e 5 aprile sarà invece consentito una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata della stessa regione, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

 

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