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Toscana in rosso, le regole per gli spostamenti Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ scattata dalla mezzanotte la fascia rossa per la Toscana. Da oggi al 6 aprile, data di scadenza del dpcm attualmente in vigore, i cittadini che si trovano nella  regione dovranno osservare le norme più restrittive. Il che vuol dire che ci si potrà muovere fuori dal  proprio comune, soltanto per lavoro, salute o necessità e che anche gli spostamenti all’interno del perimetro comunale andranno autocertificati. 

Vediamo nel dettaglio che cosa si può o non si può fare in questa settimana di Pasqua.

Al contrario di quanto previsto dagli ultimi decreti Conte, secondo l’ultimo decreto firmato dal premier Mario Draghi anche parrucchieri e barbieri dovranno tirare giù le saracinesche, così come i centri estetici. Le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse e dunque si tornerà alla didattica a distanza per tutti.

Chiusi tutti i negozi eccetto quelli  che vendono beni considerati necessari come alimentari, edicole, tabacchi, farmacie ma anche tutta una serie di esercizi commerciali come ad esempio profumerie, ferramenta o negozi di ottica, computer, informatica, librerie, lavanderie.

Da ricordare un chiarimento importante contenuto sul sito del governo: laddove il proprio comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati.

Per quanto riguarda bar e ristoranti, dalle 5 alle 22, è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni mentre dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina. La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario.

Per quanto riguarda gli spostamenti, questi andranno sempre autocertificati anche all’interno del proprio comune. In pratica si può uscire da casa solo per lavoro o necessità (come ad esempio fare la spesa o recarsi nei negozi che rimangono aperti) o per fare attività motoria nei pressi della propria abitazione. Sempre consentito il rientro alla residenza, domicilio o abitazione (ad esempio quella in cui si vive abitualmente e con frequenza con il proprio partner) compreso il rientro nelle “seconde case” ubicate dentro e fuori regione.

Attenzione però. Per quanto riguarda le seconde case la situazione è complicata dal fatto che alcune regioni, fra cui la Toscana, hanno emesso ordinanze che impongono dei limiti. Il presidente della regione, Eugenio Giani, dopo che il Tar aveva bocciato una precedente ordinanza che vietava lo spostamento nelle seconde case a chi non aveva il medico di famiglia in regione, ha firmato una nuova ordinanza che consente ai non residenti lo spostamento solo per ragioni di necessità e urgenza. Quello delle seconde case apre un capitolo spinoso che rimarca ancora una volta la confusione generata dall’intreccio fra norme statali e norme regionali spesso in contraddizione. Insomma, se lo stato consente lo spostamento nelle seconde case anche da o per zone rosse, alcune regioni hanno deciso invece di vietarlo: la Toscana come la Sardegna o la Valle d’Aosta.

In zona rossa inoltre gli spostamenti per far visita ad amici o parenti autosufficienti e, in generale, tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute sono vietati fino al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile.
Nei giorni 3, 4 e 5 aprile sarà invece consentito una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata nella stessa regione, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. Una deroga già sperimentata nelle scorse festività natalizie e che consentirà, seppur in modo limitato, ad amici e parenti di ritrovarsi.

Questo fino al 6 aprile. Ma già dal 7 entreranno in vigore i nuovi provvedimenti che, come già annunciato dal premier Draghi, manterranno il bicolore fino a tutto aprile. L’Italia sarà solo rossa o arancione e per potere tornare in giallo bisognerà ancora attendere. La novità sarà soltanto una: anche in zona rossa scuole elementari e prime medie riapriranno in presenza. Del resto c’era anche un’ordinanza del Tar del Lazio che imponeva al governo di rivedere la questione scuole entro il 2 aprile visto che, secondo i giudici amministrativi, le evidenze scientifiche portate dai genitori ricorrenti a sostegno delle riaperture, non hanno evidenziato significativi aumenti di infezioni a scuole aperte. Un po’ l’intervento dei giudici, un po’ i gravi disagi provocati a famiglie e bambini con le chiusure delle scuole, hanno indotto il governo a ritornare su quanto deciso neppure un mese fa.

 

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