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Toscana misconosciuta nelle fotografie di Paoli Cultura

Firenze – Il Museo degli Innocenti di Firenze, in occasione delle celebrazioni del Seicentenario dell’Istituto degli Innocenti, ospita dal 31 maggio al 10 settembre 2019, la mostra Hallelujah Toscana, fotografie di Marco Paoli, a cura di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento, accompagnate, nel percorso espositivo, dalle poesie di Alba Donati. 

Marco Paoli dopo il suo ultimo lavoro, la monografia su l’Etiopia, si è ricongiunto con la sua terra d’origine, la Toscana. Hallelujah Toscana è un’esplorazione nel profondo, un racconto di una Toscana misconosciuta, fatta di contraddizioni, sfumature, bellezze fuori dall’iconografia classica conosciuta in tutto il mondo.

Una Toscana antica e contemporanea, suggestiva e romantica ma anche dolorosa e misteriosa, un atto d’amore. “In questo viaggio – racconta Marco Paoli –ho ritrovato la meraviglia, lo splendore nascosto ai più; ma ho visto e sofferto anche l’abbando­no in tutta la sua potenza. Gloriosi passati sepolti e dimenticati; rovine, resti, splendidi edifici dismessi e lasciati a loro stessi. Dove le tracce dell’umanità si perdono e la natura, indisturbata, trionfa… Il titolo è importante, è un gioco di equilibrio tra il sacro e il profano, come nel testo di Leonard Cohen. Hallelujah è un inno, una semplice esclamazione. Talvolta è sarcastica, magari polemica”. 

Grazie all’incontro con la poetessa Alba Donati, anche lei toscana, le immagini che compongono questo percorso sono diventate eloquenti. “Alba riesce ad andare al di là di ciò che gli ‘occhi ciechi’ di un fotografo possono scorgere. Con le sue poesie – prosegue Paoli –attraversa la superficie puramente visiva delle mie fotografie. E dona loro voce”.E nel 2017, ne è nato un libro, Hallelujah Toscanapubblicato da Contrastocon una prefazione dello scrittore premio Pulitzer Michael Cunningham.

Nel Salone Borghini del Museo degli Innocenti troviamo una selezione di circa trenta immagini esclusivamente in bianco e nero, dove la presenza umana è volutamente assente, anche se l’uomo è l’artefice di ciò che viene fermato in questi scatti.Ci sono le atmosfere spettrali di alcune ville e dei loro giardini, come Villa Corsini a San Casciano, Villa Mansi a Lucca e Villa Garzoni a Collodi, abitate da silenti sculture rivestite di muschio. Ci sono: il parco di Celle con le sue opere contemporanee, il marmo vivido delle cave di Carrara, la Fonte delle Fate a Poggibonsi dove galleggiano i coccodrilli e i corpi rannicchiati di Mimmo Paladino, ma anche il carcere di Pianosa, il Cisternone e le Terme del Corallo di Livorno. Il padule di Fucecchio e la basilica di San Marco a Firenze. Gli Opifici del Lombricese a Lucca, la Giogana di Camaldoli, l’ex sanatorio Banti a Pratolino ed il cimitero dei Pinti a Firenze.

C’è la nebbia che avvolge ogni cosa; c’è l’acqua con le sue sorgenti; ci sono alberi che arrivano fino al cielo; radici nodose che arrivano in profondità.

Marco Paoli è nato a Tavarnelle Val di Pesa, in Toscana, nel 1959. Vive e lavora a Firenze. Tra i suoi progetti e lavori fotografici: Amazonlife Project, la documentazione del progetto Busajo a Soddo, in Etiopia, a sostegno dei bambini di strada. Con Giunti ha pubblicato i volumi BalladsSilenzio, ed Ethiopia.Ha esposto a Washington nella sede del consiglio Europeo, a New York alla sede dell’ONU, a San Francisco e al Macro di Roma.

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