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PAER toscano, sostenibilità e investimenti “green” Opinion leader

La fine del 2013 si è chiusa in Toscana con l'approvazione da parte della Giunta regionale del Piano energetico ambientale. Ora, con il nuovo anno, si avvierà la discussione in Consiglio Regionale. Pur trattandosi di uno dei tanti 'Piani' contenenti molti dati e alcuni obiettivi, questa versione del PAER presenta una novità importante:  e' un Piano di opere pubbliche, un piano di investimenti ambientali di lungo periodo, fino al 2030. Un piano di investimenti che riguarda prima di tutto l'acqua, sia per gli interventi nella difesa del suolo e la messa in sicurezza idraulica del territorio, sia per gli interventi nel servizio idrico integrato (depurazione e risposta ai cambiamenti climatici). Il Piano include anche il programma di investimenti straordinari per il servizio idrico integrato (pari a circa 850 milioni di Euro), programma già definito fra gestori idrici e autorità idrica toscana e che consentirebbe di mettere in sicurezza la Toscana per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico nel lungo periodo ed evitare crisi idriche ed emergenze siccità. Naturalmente il Piano prevede investimenti nell'energia, nell'efficienza energetica e nella diffusione di fonti rinnovabili, puntando al raggiungimento per tempo degli obiettivi del 'Burden Sharing' , delle quote del famoso 20/20/20 a livello dei singoli paesi europei e delle singole regioni. Obiettivi che la Toscana potrebbe raggiungere prima degli altri anche grazie alla geotermia. In questo quadro il PAER attribuisce una dovuta importanza agli interventi per le citta' nella logica delle smart cities, con interventi sul patrimonio pubblico edilizio a partire dall'edilizia pubblica residenziale, sulla mobilita' sostenibile e sull'efficienza. Interventi che potrebbero vedere un forte coinvolgimento delle utilities locali : acqua, rifiuti, trasporti, energia, illuminazione, edilizia pubblica.

Purtroppo, per motivi formali, il PAER non include il settore dei rifiuti, affrontato dal Piano regionale di gestione dei rifiuti adottato di recente dal Consiglio Regionale e il settore dell'inquinamento atmosferico (il cui piano regionale deve avviare l'iter di discussione) e il settore connesso della mobilita (il cui piano e' già stato discusso). Uno 'spacchettamento' di piani, tutti a forte valenza ambientale, che non consente una visione unitaria del problema, anche in termini di investimenti e ricadute sull'economia toscana. Gli investimenti sul riciclaggio e il recupero di materia sono infatti inseriti nel piano rifiuti (35 milioni di euro all'anno, e vanno quindi ad aggiungersi a quelli individuati dal PAER. Sarebbe utile, al termine delle fasi di approvazione di tutti questi piani, poter disporre di un 'quadro' di insieme delle misure, un vero e proprio 'piano ambientale' con tutti i settori, sulla cui base definire e applicare il prossimo POR relativo ai Fondi Strutturali Europei 2014-2020. Per esempio le scelte sulla gestione dei rifiuti hanno effetti sugli obiettivi in campo energetico e le scelte sulla mobilita' hanno effetti rilevanti sull'inquinamento dell'aria.

Come sempre a fronte di un Piano interessante ed innovativo, il quadro finanziario appare ancora inadeguato. Se da un lato la Giunta prevede una cifra costante di bilancio per gli interventi minimi nella difesa del suolo (e questa e' una novità importante), le previsioni di bilancio dell'intero PAER, così come quelle relative al Piano rifiuti, appaiono incerte e insufficienti e si potrebbe fare uno sforzo ulteriore per canalizzare su questi settori le poche risorse disponibili, e lanciare una politica industriale regionale nuova basata sulla Green economy, uno dei pochi settori in cui la Toscana può crescere rapidamente nei prossimi anni, generando ricchezza e posti di lavoro, specie per i giovani.

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