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Toscana protagonista al Vinitaly di Verona Turismo

La Toscana protagonista al Vinitaly: anche l'ultimo giorno dell’edizione 2012 della storica kermesse internazionale del vino, si annuncia densa di soddisfazioni per la nostra regione. Sono ben 763 le aziende presenti, numerosi gli appuntamenti, affollati gli stand.
“Ho visto che la Toscana è sotto gli occhi del mondo – ha detto soddisfatto l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori – ci sono tantissimi buyers, l’export ci sta dando tante soddisfazioni. Certo, c’è la crisi, ma noi pensiamo che questo sia il momento giusto per investire e ci auguriamo che anche il Ministero faccia la sua parte."
Quella che è presente a Verona è una Toscana del vino tutta orientata ai mercati, in particolare quelli esteri che nel 2011 hanno dimostrato di apprezzare, e non poco, le etichette regionali. Il 2011, infatti, è stato un anno record per le esportazioni di vini toscani che, in due anni, hanno recuperato le quote di mercato perse durante la crisi del 2008/09. Dopo un 2010 eccezionale per il commercio estero del nettare di Bacco toscano (+45.8%), i dati 2011 definitivi pubblicati dall’Istat il 14 febbraio scorso hanno messo in evidenza un +12.2% in valore rispetto al 2010. Con oltre 659 milioni di euro la Toscana è al terzo posto in Italia dopo il Veneto e il Piemonte per export di vino. Classifica che la vede in testa, invece, guardando ai soli vini a denominazione d’origine protetta. Le produzioni Dop toscane hanno fatto registrare nel 2011 un +9.6% in quantità e un +9.9% in valore rispetto all’anno precedente, superando i 464 milioni di euro.

L'assessore Salvadori ha indicato nel reimpianto dei vigneti, in gran parte troppo vecchi in Toscana, una delle linee da seguire per sostenere il settore vitivicolo, sempre più centrale nell'economia regionale. “L’anno scorso – ha ricordato – la Toscana ha aumentato di 3000 euro a ettaro, portandolo da 9.200 a oltre 12 mila euro il contributo per il reimpianto. E’ una strada da seguire con convinzione, ci auguriamo che anche il Ministero contribuisca. E poi ci vuole tanta promozione dedicata, momento come questi e anche altri, dedicata ai paesi di tradizionale esportazione, ma anche ai paesi emergenti.”
Alessandra Signorini

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