energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Toscana più green: via alla centrale idroelettrica di Borgo a Mozzano Economia

La Toscana compie un altro passo importante sulla strada della sostenibilità con il nuovo impianto idroelettrico di Piano della Rocca, nel Comune di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca: costruito oltre settanta anni fa, e rimasto indenne ad un tentativo di distruzione da parte dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, l’impianto è stato sottoposto a un progetto di riqualificazione durato tre anni, per un investimento di 23 milioni di euro, che ha visto impegnata la Società Enel Produzione SpA in un importante intervento di ammodernamento tecnologico e di miglioramento ambientale, tra i quali l’esecuzione di lavori conservativi delle opere idrauliche, come l’impermeabilizzazione del paramento di monte della diga di Turrite Cava, e la ricostruzione parziale del canale che dallo scarico della centrale di Gallicano porta l’acqua al bacino sotteso dalla stessa diga. Un recupero che ha interessato anche le belle sculture in stile liberty risalenti agli anni ’40, create dallo scultore livornese Angiolo Vannetti e dall’architetto fiorentino Ugo Giovannozzi, che si trovano all’entrata dell’edificio, presentate stamani durante la cerimonia d’inaugurazione con il tradizionale taglio del nastro, eseguito insieme dall’Assessore all’energia ed all’ambiente Anna Rita Bramerini, dal Direttore Enel Unità di Business Idroelettrica di Bologna Amelio Brunelli, dal Sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi, dal Segretario dell’Autorità di Bacino del fiume Serchio Raffaello Nardi, dall’Assessore provinciale all’ambiente Maura Cavallaro e dal Viceprefetto di Lucca Giuseppe Guetta. Non solo: i partecipanti alla giornata di festa, tra cui gli studenti delle Scuole del Comune, le associazioni del territorio, autorità civili e militari, e moltissimi cittadini, hanno potuto ammirare il nuovo monumento eretto all’esterno della Centrale ed una pubblicazione inedita che racconta la storia di Giovacchino Dallan, il capo centrale che durante la seconda guerra mondiale salvò l’impianto dall’attacco tedesco. "Questo intervento ha restituito al territorio una risorsa importante dal punto di vista energetico ma anche storico e culturale;” ha detto l'assessore regionale all'ambiente e all'energia Anna Rita Bramerini “l'idroelettrico è la seconda fonte rinnovabile per potenza e produzione in Toscana dopo la geotermia conosce tuttavia ormai da anni una fase stazionaria dovuta per lo più alla riduzione della risorsa e a esigenze particolari come la garanzia del minimo deflusso vitale. Per questo, al netto delle centrali storiche, il Piano energetico regionale favorisce lo sviluppo del mini idroelettrico. Con la ristrutturazione della centrale di Pian della Rocca (che è in grado di produrre mediamente circa 79 milioni di kWh annui, pari al fabbisogno energetico di 30.000 famiglie, facendo risparmiare l’emissione in atmosfera di 56.000 tonnellate di CO2) l'energia idroelettrica prodotta in Toscana farà un balzo in avanti passando dai 337MW, con una media annuale di produzione pari a 716 GWh, a 360 MW, quindi con un incremento di circa il 10%. Il che contribuirà in modo sostanziale ad avvicinarci agli obiettivi fissati dal Piano energetico regionale al 2020 che segnano 860 GWh". Concorde con l’assessore anche Amelio Brunelli, che ha sottolineato l’importanza del recupero della centrale idroelettrica situata “nella bella valle del Serchio, dove sono presenti 17 impianti e 12 invasi Enel che contribuiscono per circa il 9% del fabbisogno energetico delle province di Lucca e Pistoia. Si tratta di un recupero che costituisce una ricchezza per la Toscana rinnovabile, ma anche per la storia industriale dei territori della Valle del Serchio e del nostro Paese”.
 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »