energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Toscana, sfratti con forza pubblica: in 11 anni +340% Società

L'identikit della famiglia toscana a rischio morosità emerso dai dati offerti dal Sunia è il seguente: nucleo famigliare di 4 persone, 2 adulti e due figli, età dei genitori fra i 28 e i 38 anni. Reddito medio netto, lavorando in due, intorno ai 1500 euro. Se uno dei due si trova in difficoltà lavorative, per malattia, licenziamento, sospensione dal lavoro, persino cassa integrazione (ipotesi fra le più fortunate) con un affitto medio di 780mila euro (a tanto ammonta il canone medio di un appartamento di 70 metri quadri in periferia a Firenze) la morosità è ineluttabile nel giro di pochi mesi. La crisi ha anche un altro spiacevole lato: i proprietari, che fino a qualche tempo fa erano disposti ad aspettare o ad accontentarsi di un canone inferiore, decidono di andare fino in fondo senza ripensamenti, sicuri che la crisi non consentirà ai morosi di mettersi "in pari" o, a volte, a loro volta bisognosi del reddito che proviene dall'affitto. Inoltre, alla famiglia-tipo bisogna aggiungere, elemento che si è andato intensificando nel corso del 2011, il dato dell'origine extra-comunitaria. In questi ultimi mesi è infatti aumentato in modo esponenziale il numero degli sfratti esecutivi a carico di questa fascia di cittadinanza. La massiccia emorragia di posti di lavoro in campi deputati all'impiego di forze migranti come edilizia, trasporti e industria ha colpito pesantemente queste famiglie. A cercare di resistere, sono soprattutto le famiglie con figli ancora in età scolare.

La situazione emerge molto chiara dai numeri citati dal Sindacato Inquilini: se in Italia nel 2011 gli sfratti  ammontano in totale a 63.846 di cui ben 55.543 dovuti a morosità, e quelli eseguiti con la forza pubblica sono stati 28.641; se il maggior numero degli sfratti convalidati dai giudici si concentra in Lombardia (12.922), Lazio (7.625), Emilia Romagna (6.532), Piemonte (6.208), Campania (5.690) per arrivare alla Toscana con 5.402 esecuzioni; la Toscana è tuttavia seconda dopo la Lombardia per quanto riguarda le richieste di esecuzione della forza pubblica. Infatti, dopo la Lombardia con 37.171 richieste segue proprio la Toscana, con 13.461 richieste. Inoltre, la Toscana gode di un altro inquietante primato: se gli sfratti già eseguiti con la forza pubblica la vedono quarta dopo Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, è prima in Italia per rapporto sfratto – famiglia: 2973 sgomberi, vale a dire 1 sfratto ogni 300 famiglie.
Considerando solo gli sfratti per morosità ancora numeri da emergenza sociale: sono infatti “esplosi” a 2175 nella sola provincia di Firenze, nelle altre province sono 2704, per un totale di 5402 esecuzioni, dato che segna un aumento del 9,29% rispetto al 2010. Infine, le richieste di esecuzione con la forza pubblica in Toscana sono state13,461 con un aumento dell’11% rispetto al 2010, mentre gli sgomberi effettivamente eseguiti sono stati 2.973 registrando un +10,81% rispetto all’anno precedente. Dal 2001 gli sfratti in Toscana già eseguiti con forza pubblica sono aumentati del 340%.

I dati del solo Comune di Firenze? Eccoli: i provvedimenti di convalida di sfratto emessi dal Tribunale nei confronti dei cittadini residenti nel solo comune di Firenze sono pari a 1393, segnando una variazione in aumento del 10,21% rispetto al 2010. Le richieste di esecuzione con forza pubblica sono state ben 4330 con un aumento del 3,91% rispetto all’anno precedente. Gli sfratti effettivamente eseguiti con la forza pubblica sono stati 706 con un aumento dell’ 8,78%. Un numero impressionante se rapportato ai 741 sfratti eseguiti a Milano e ai 353 di Torino. Una media quindi di 66 sfratti al mese.

Ma cosa si potrebbe tentare? Il Sunia propone un'analisi e una "cura" del problema. Per quanto riguarda l'analisi, Simone Porzio,  segretario generale Sunia provinciale Firenze e Toscana, ripercorre le tappe dell'emergenza attuale: "Innanzitutto, dobbiamo avere chiari i soggetti deputati a governare e disciplinare il fenomeno – spiega – tribunale, corte di appello, prefettura e Comune. Ela prima, tragica constatazione è: ognuno prende provvedimenti nei confronti dei medesimi cittadini, ma in forma totalmente scoordinata e disordinata". La siutazione è poi aggravata da un altro fatto: gli ufficiali giudiziari e la piena discrezionalità di cui di fatto godono (per le zone di propria competenza) circa l'allungamento o l'anticipazione delle'secuzione di uno sfratto. La prefettura in base alle indicazioni degli ufficiali giudiziari e del tribunale dispone le pattuglie da dedicare ogni giorno alle esecuzioni. "E' ovvio che le pattuglie vengono in tal modo distolte da altri compiti – continnua Porzio – gli inquilini vengono avvisati, quasi sempre a voce, della certezza dello sgombero con la Polizia solo un mese prima. Il Comune di Firenze viene a conoscenza delle esecuzioni con forza pubblica in tempi ristrettissimi in modo da non consentire una programmazione di un non traumatico passaggio da casa a casa a coloro che sono in lista per la casa popolare". Insomma, un meccanismo che ha portato a un risultato autunnale di tutto rispetto: dopo la sospensione ordinata dal Prefetto fino al 30 settembre (da luglio) e "nonostante gli impegni assunti anche con il Sunia e la Cgil", ricorda Porzio,  a ottobre le esecuzioni con forza pubblica nella sola Firenze sono 115 più 35 nei comuni dell’hinterland fiorentino. Una trentina di questi casi, informa il Sunia, riguardano famiglie che avrebbero diritto alla casa popolare, ma che non l’avranno prima della data dell’esecuzione perché il Comune non sa più che cosa assegnare.

Un tentativo di tamponare almeno in parte l'emergenza fu la proposta, lanciata dal Sunia, Cgil, Unione Inquilini e Movimento di Lotta per la Casa, oltre ad altri soggetti,  al consiglio regionale per il recupero e la rapida approvazione del progetto di legge, da due anni  fermo  in un cassetto, che prevede l’istituzione di commissioni ad hoc per la graduazione ordinata e condivisa degli sfratti. Niente di fatto, nonostante numerose promesse.

Proposte del Sunia. Il sindacato ha lanciato in varie occasioni le proprie proposte:  detraibilità dell’affitto dal reddito dell’inquilino, intensificazione dei controlli e tracciabilità dei pagamenti per sconfiggere l’evasione fiscale, selettività delle agevolazioni fiscali per favorire l’abbassamento del livello degli affitti attraverso il rilancio del mercato dei contratti concordati.
Inoltre, novità assoluta nel panorama fiorentino e non solo, il Sunia ha individuato una forma di aiuto per coloro che vogliono procedere all’attività dell’emersione dei contratti a nero. Tramite l’Associazione Casa&Diritti, la neonata agenzia sociale del Sunia finalizzata al sostegno all’abitare , sono stati stanziati 20.000,00 euro per i giovani sotto i 35 anni, che decidono di risolvere la loro situazione di irregolarità. Un progetto finanziato dalla Regione Toscana, finalizzato a combattere il fenomeno dell’illegalità dei contratti di locazione in tutto o in parte al nero, rivolto in particolare a studenti, giovani coppie e giovani lavoratori che abitano in Firenze e provincia.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »