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Toscana sotto assedio ungulati e predatori, blitz agricoltori in Regione Economia

Firenze – Presidio e proteste degli agricoltori toscani: arriva in Regione il forte malumore espresso da tempo nelle campagne toscane dagli agricoltori, allo stremo a causa dei danni prodotti dalla proliferazione della fauna selvatica. In primis, sono gli ungulati ad essere accusati di buona parte dei danni provocati dagli animali selvatici, ma ci mettono lo zampino (o per meglio dire, i canini) anche i predatori come lupi e ibridi. A organizzare l’iniziativa di stamattina, portando fino alla presidenza regionale una delegazione di rappresentanti formata dai presidenti delle federazioni provinciali e dai rappresentanti negli Ambiti Territoriale di Caccia è stata Coldiretti Toscana. Una delegazione, con il direttore di Coldiretti Toscana Tullio Marcelli, ha incontrato per la Presidenza regionale Ledo Gori e l’assessore all’agricoltura, caccia e pesca Marco Remaschi, che ha risposto prendendosi un impegno: da qui a dieci giorni costituzione di un tavolo che veda la presenza della Regione e delle associazioni interessate per mettere in campo provvedimenti.

I danni. Secondo quanto stimato dagli agricoltori toscani, i danni arrecati alle coltivazioni e agli allevamenti dalla fauna selvatica sono stimati per circa 20milioni l’anno, vale a dire 100 milioni in 5 anni.
La presenza della fauna selvatica sul territorio. Secondo Coldiretti Toscana, sono 450mila gli esemplari di fauna selvatica liberi sul territorio, di cui il 70% costituito da cinghiali, “che devasta campi coltivati, azzera le produzioni, stermina gli allevamenti, mette a repentaglio la sicurezza stessa dei cittadini e crea conseguenze devastanti anche sull’ambiente contribuendo all’impoverimento della fauna e della flora del bosco e del sottobosco”.
Abbattimenti annui: 90mila “appena”, assolutamente insufficenti, dicono gli agricoltori, a contenere un esercito “difficile da censire e controllare”.

Foto Tulio Marcelli consegna documento assessore Coldiretti (2)“Purtroppo è l’ennesima volta che denunciamo una situazione non più sostenibile per il mondo agricolo – dice Tullio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana – in Toscana i danni economicamente hanno riflessi ancora più gravi, perché quello che va perduto non è solo il prodotto ma anche il valore che esso acquisterebbe nelle fasi di trasformazione e commercializzazione. In una regione in cui prevalgono i prodotti di qualità, i danni sono davvero incalcolabili. A rischio – ha spiegato ancora – non c’è solo il reddito delle imprese agricole ma anche la sicurezza delle aree rurali eperiurbane e non mancano neppure le preoccupazione sul profilo sanitario con il rischio di contagi degli animali allevati”.

Nel corso del blitz è stato anche consegnato a Remaschi il documento con le proposte in materia di danni alla fauna selvatica elaborato da Coldiretti.

Proposta “raccolta” dall’assessore, che ha assicurato un esame attento del testo, ringraziando per la collaborazione. Intanto, le risposte possibili si articolano su tre punti essenziali, illustrati da Remaschi: “Il primo – ha detto – riguarda uno degli impegni presi dal presidente Rossi, ovvero quello di semplificare e ridurre ad uno solo il regolamento venatorio, al posto dei 10 attuali. Su questo – ha ribadito l’assessore – siamo già impegnati.”

Sugli ungulati in particolare, “ne abbiamo già parlato martedì scorso in una riunione delle Regioni con il Ministro delle politiche agricole e forestali Maurizio Martina” ha informato l’assessore, che ha anche detto che si potrebbe trovare, fra le altre cose, “un momento di coordinamento con Regioni come Emilia Romagna e Umbria che hanno problematiche simili”. Inoltre Remaschi ha sollecitato anche le associazioni di categoria a far sentire la propria voce a livello nazionale, “non solo con il Ministro delle Politiche agricole ma anche con quello dell’Ambiente”.

Predatori al terzo punto. “Anche di recente – ha ricordato Remaschi – sopratutto nel grossetano ci sono stati attacchi importanti agli allevamenti ed è un tema molto sentito al quale dobbiamo dare risposte vere. Nella scorsa legislatura – ha aggiunto – era stato varato un pacchetto di misure, vedremo se i tempi di attuazione sono adeguati e se occorrono correttivi nell’applicazione.” Remaschi ha ribadito la “piena disponibilità ad affrontare seriamente queste tematiche”, si è impegnato a portare la questione in giunta al più presto e ad aprire, nel giro di una decina di giorni, un tavolo con tutti gli interessati per varare provvedimenti concreti.

Quanto a Coldiretti, conclude il presidente Marcelli: “Incassiamo la disponibilità ma vigiliamo sulle azioni future. Di fronte al moltiplicarsi delle devastazioni causate dagli ungulati, agli attacchi agli allevamenti e al moltiplicarsi degli eventi provocati da nutrie, corvi, cinghiali e altri animali, gli agricoltori della Coldiretti chiedono una riforma della disciplina che garantisca l’indispensabile presenza delle aziende agricole a tutela del territorio dobbiamo trovare una soluzione immediata, urgente, straordinaria. I danni alle colture agrarie e agli allevamenti sono ormai in proporzioni tanto rilevanti da rendere insufficiente l’accantonamento delle risorse finanziarie regionali, così che occorre rivedere le modalità di distribuzione delle risorse nazionali e regionali al fine di garantire i fondi necessari per coprire i danni stimati”.

 

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