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Toscanellum, dai voti ai seggi alle preferenze, ecco il meccanismo Opinion leader, Politica

Firenze – Chi ha davvero capito come si distribuiscono i voti e le preferenze col Toscanellum, ovvero la nuova legge elettorale che ha dato prova di se’ nelle recenti regionali, alzi la mano. Un quesito che è rimasto sullo sfondo. Il problema se lo sono posto Cinzia Niccolai e Gabriella Chiaramonte, di Carovana per la Costituzione Sempre, conduttrici del programma radiofonico “Pane e Costituzione” su Radio Cora. “Premesso che non siamo studiose specializzate in sistemi elettorali” dicono le due conduttrici, “tuttavia lanciamo al dibattito pubblico alcuni risultati che, riteniamo, potrebbero essere di interesse comune”.

Toscanellum, due aspetti caratterizzanti: listino bloccato facoltativo e ritorno delle preferenze nelle liste circoscrizionali. Senza dimenticare la diminuzione dei “posti” (abbassati a 40 contro i 53 precedenti) e l’attribuzione dei seggi, che ricalcano la vecchia legge precedente.

Allora, avvalendoci del Dossier elezioni toscane 2015 redatto dalle due appartenenti a Carovana per la Costituzione, cerchiamo di capire come procede la legge.

Intanto, la questione del “listino bloccato”. Cosa significa? Si tratta della possibilità data ad ogni singola lista di mettere in campo una sorta di “minilista” (tre nomi) bloccata che si aggiunge agli altri candidati delle varie circoscrizioni che dovranno, loro, cercarsi i voti per passare. La cupoletta invece rappresenta i privilegiati che avranno la precedenza sugli altri anche se putacaso i candidati “normali” dovessero ottenere molti più voti di coloro che sono nell’empireo dei “già sicuri”. Seconda questione, le candidature multiple. Mettere in campo candidati che hanno più chances, spiegano Chiaramonte e Niccolai, vuol dire operare una scelta a monte da parte del “partito” che decide di privilegiare un candidato piuttosto di un altro.

Ancora, premio di maggioranza, necessario, secondo tutti gli attori in campo, per assicurare maggioranza stabili di governo. Il Toscanellum, rispetto ad esempio all’Italicum (per cui la soglia per l’atribuzione è del 40%), prevede che il premio di maggioranza scatti quando una delle parti arrivi al 45% dei voti, alzando così la soglia. Esattamente, il raggiungimento della soglia del 45% dei voti validi comporta un premio pari al 60% dei seggi. Con un numero di voti dal 40 al 45% scatta il premio del 57, 5% dei seggi. Se non si raggiungono le soglie, scatta il ballottaggio fra i due schieramenti più votati o fra i due candidati di Regione più votati, come da ultimo caso col Toscanellum. Ed ecco il “ma”: ma per accedere al ballottaggio non servono soglie minime, dunque l’accesso diventa sempre più al ribasso riguardo ai voti.

Valutiamo ora, seguendo le nostre guide, il meccanismo sui dati reali. Enrico Rossi diventa presidente con il 48, 03% dei consensi. Annotiamo che comunque si tratta del 48,28% degli aventi diritto al voto che è andato alle urne. Il 51, 72% dei toscani aventi diritto non l’ha fatto. Di fatto, i voti andati a Rossi sono il 23, 18% sull’intera platea degli aventi diritto al voto. Il premio di maggioranza è scattato per il raggiungimento della soglia che riguarda i voti validi: conquista così il 60% dei seggi

Il meccanismo del premio di maggioranza ha anche un’altra ricaduta “meccanica”: vale a dire, passare dal 48,03 % di voti ottenuti (senza dimensionare l’astensionismo, il che significa “dei votanti”) al 60% dei seggi acquisiti, significa anche interrompere, come spiegano, dati alla mano, Niccolai e Chiaramonte, la “proporzionale attribuzione dei seggi alla 34esima attribuzione”. Per essere chiari e capire il meccanismo, “facciamo finta” che non ci sia il premio di maggioranza. A quel punto, a partire dal seggio n.34 (gli altri sono già stati attibuiti secondo la regola proporzionale ai voti ottenuti) la distribuzione dei seggi sarebbe stata: seggio n.34 Forza Italia; seggio n. 35 e n.36 Pd; seggio n.37 M5S; seggio n.38, coalizone Lega Nord; seggio n.39 e 40 Pd. Sarebbero risultati dunque 19 seggi all’opposizione e 21 alla maggioranza. Allo stato attuale, col premio di maggioranza, la risultanza è di 24 seggi alla maggioranza, 16 all’opposizione.

Passiamo ora a considerare le conseguenze sul voto delle liste bloccate, vale a dire le cosiddette “candidature regionali”. Ad avvalersene, come già detto, Lega Nord (1 candidato) e Lega Toscana-Toscana Più collegata a Forza Italia (3 candidati). Abbiamo già spiegato cosa significa, ma ci avvaliamo di un classico esempio di scuola utilizzato nel dossier: : se un partito ottiene 20 seggi e ha presentato 3 candidati bloccati, i rimanenti seggi da distribuire ai candidati non bloccati saranno 17.

Modalità di assegnazione dei seggi, spiegano Niccolai e Chiaramonte: “Di fatto, risulta che il sistema di assegnazione del Toscanellum è lo stesso della precedente legge del della precedente legge regionale, la 25/2004. Con la differenza che la vecchia legge consentiva, con l’elezione di 53 consiglieri, la presenza di almeno 2 seggi per provincia, le liste erano tutte bloccate e la celta non era possibile”.

Che significa in concreto? Ecco qua: il riparto dei seggi viene fatto sulla base dei voti espressi a livello regionale, poi conteggiati su 13 circoscrizioni, corrispondenti alle 9 province toscane più le 4 di cui si compone la sola provincia di Firenze. Il conteggio si basa sui voti attribuiti alle varie liste e non le percentuali. Firenze viene considerata nella sua interezza, senza dar peso al fatto che è stata “spacchettata” in 4 circoscrizioni diverse, con candidati diversi per ciascuna circoscrizione. Disomogeneità territoriale del voto?

Torniamo ai fatti. Più sicura, ovviamente, l’elezione dei candidati appartenenti alle circoscrizioni più grandi e la rappresentanza di tutti i partiti in proporzione ai voti ottenuti. Firenze fa la parte del leone, mentre per le altre province si riduce anche la possibilità di far passare rappresentati di altri partiti rispetto a quello di maggioranza. Facendo il conto del rapporto fra popolazione legale della Toscana e i 40 consiglieri eletti, ciascuno di essi dovrebbe rappresentare (dati tratti dal Dossier sulle elezioni regionali 2015 toscane) “91.805 elettori (3.672.202 abitanti della regione : 40), con una distribuzione omogenea sul territorio che dovrebbe essere assicurata dai 35 consiglieri eletti con le preferenze nelle 13 circoscrizioni, coincidenti con le 10 province, senza dimenticare lo spacchettamento di Firenze in 4”. Di fatto, il rapporto consiglieri/ popolazione dovrebbe assestari su 1/104.920. Il meccanismo adottato conduce al risultato che se la provincia di Firenze ottiene 12 seggi per 973.145 popolazione legale, il suo rapporto è un consigliere ogni 81.095 abitanti. Ma a Grosseto, su popolazione legale 220. 564, seggi ottenuti 1, il rapporto rappresentante popolare e popolazione è di 1/220.564. Il meccanismo, valutato sui votanti, si ripropone per le 4 circoscrizioni di Firenze, dove Firenze 1 (Comune di Firenze) fa la parte del leone, con 1 consigliere ogni 19mila abitanti e rotti.

Il meccanismo si fa interessante anche applicato alle preferenze. Prendiamo la Lega Nord. Il primo eletto a Firenze 1 è “passato” con 3.276 preferenze. Il secondo eletto, a Pisa, ha ottenuto 5.512 preferenze. Il primo eletto dunque ha preso meno preferenze del secondo. Ma attenzione: il candidato arrivato secondo a Pisa ha ottenuto 4.401 preferenze. Ma non è stato eletto. Così il candidato arrivato primo a Grosseto, che ha ottenuto 4.115 prefernze, rimanendo fuori dal consiglio regionale, nonostante quasi mille preferenze in più rispetto al primo.

Movimento 5 Stelle, uguale. Per essere eletti, al candidato di Firenze 1 sono servite 2.563 preferenze; al secondo eletto, Pisa, 5.867 preferenze. Sono passati anche il candidato di Livorno, 4.229 preferenze e il quarto eletto a Lucca, 4.398 preferenze. Fra i non leletti, il candidato arrivato secondo a Lucca ha ottenuto 4.218 preferenze, e quello arrivato primo a Massa Carrara 4.216. Facendo il conto, il candidato di Firenze 1, primo ad aggiudicarsi il seggio, sarebbe arrivato quindicesimo rispetto alle preferenze.

Ricapitolando: alla provincia fiorentina, divisa in 4, vanno 12 dei 35 seggi attribuiti con preferenza, 7 alla circocrscrizione Firenze 1, cinque alle altre tre circoscrizioni. Il resto della regione ha 23 consiglieri.

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