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Total Recall – Atto di Forza, un remake senza energia Cinema

Douglas Quaid è un operaio edile, sposato e innamorato della bellissima moglie, eppure sente che qualcosa nella sua vita non funziona e si sente insoddisfatto. Dopo aver scoperto degli impianti di ricordi ad opera della Rekall decide di regalarsi una vacanza virtuale per staccare dalle proprie frustrazioni e i ricordi di una vita da agente segreto potrebbero essere proprio quello che fa per lui. Durante la procedura però, qualcosa va storto e Quaid si ritrova in fuga dalla polizia come pure dalla propria moglie, rivelatasi un agente sotto copertura al soldo del cancelliere Cohaagen. Con l'aiuto della ribelle Melina, Quaid, intraprende un viaggio per trovare il capo della resistenza sotterranea e fermare Cohaagen. La linea tra fantasia e realtà si assottiglia e il destino del mondo oscilla nel momento in cui Quaid scopre la sua vera identità, il suo vero amore, e il suo destino.

Hollywood è in crisi di idee e troppo spesso si affida all'arma a doppio taglio del remake. Da un lato si punta su qualcosa che è già piaciuto al pubblico e che ha già ottenuto un buon successo ma dall'altro lato ci si deve confrontare con le aspettative degli spettatori e con gli immancabili paragoni all'originale. Se poi l'originale è una delle pellicole cult della fantascienza degli anni Novanta allora il gioca si fa duro. Atto di forza, diretto da Paul Verhoeven e interpretato da Arnold Schwarzenegger, è ricordato come uno dei maggiori cult degli anni Novanta, proprio grazie ad una grandiosa scenografia marziana e a quella goffa e granitica interpretazione del futuro governatore della California . Questo moderno remake parte già svantaggiato e sebbene sia un bravo regista, Len Wiseman, non ha la capacità di creare qualcosa alla pari con il regista olandese.

In una città che ricorda quella di Blade Runner, altra pellicola ispirata alle opere di Philip K. Dick, si svolgono le avventure dell'operaio Quaid. Si elimina fin da subito il setting marziano optando per una più sicura ambientazione terrestre, con le opportune devastazioni apocalittiche che hanno reso inabitabile buona parte della superficie. Ma proprio l'elemento marziano era ciò che dava energia all'originale e donava quel fascino misterioso al romanzo degli anni Sessanta, eliminarlo significa porsi ad un livello differente rispetto ai suoi predecessori. Quello che lo spettatore si ritrova così a vedere non è altro che una sorta di blanda spy story in salsa fantascientifica. Nulla più di “The Bourne Identity” con eserciti robotici e macchine volanti.

Certo le scenografie di Patrick Tatopoulos e i grandiosi effetti speciali sono un tripudio per gli occhi ma nulla di più. Non ci troviamo certo di fronte ad un film con le qualità adatte a scalfire minimamente la fama dell'originale del 1990. Tra inseguimenti e sparatorie, traditori e doppiogiochisti, l'attenzione è tenuta alta dall'ottima capacita di Wiseman di gestire i suoi attori e le scene d'azione ma si risolve in un nulla di fatto con il proseguire della storia e l'avvicinarsi del climax finale.

Nemmeno la presenza di un cast di stelle, che vede il ritorno di Colin Farrel in blockbuster hollywoodiano dopo alcuni anni di pellicole più contenute in giro per l'Europa. Accanto a lui due bellissime attrici, Kate Beckinsale nell'inedito ruolo di cattiva e Jessica Biel, semplice spalla femminile e interesse amoroso del protagonista. Anche Bryan Cranston non pare molto a suo agio nel ruolo dell'antagonista, un banale ditatorello che per convinzioni tutte sue decide di invadere gli unici altri territori fertili della terra.

La scrittura di un buon remake sta tutta nel riuscire a creare un prodotto che si discosti dall'originale quel poco che serve a giustificarne l'esistenza ma riuscendo a ricordalo abbastanza da non risultare un altro film. Il film di Len Wiseman cade in questo tranello, risultando una pellicola tanto diversa dall'originale di Verhoeven, quanto dal romanzo da cui questa era tratta. Tutto quello che rimane del precedente è il tema dei ricordi impiantati e della ricerca della propria identità, che ora ci ricorda tanto la saga di Bourne. Con un titolo diverso il film avrebbe potuto essere preso per l'ennesima pellicola che omaggiava in modo esplicit un grande cult, come il francese Lockout ricordava tanto “1997 – Fuga da New York”. Solo per appassionati della fantascienza e della saga di Bourne.

Regia: Len Wiseman
Sceneggiatura: Kurt Wimmer, Mark Bomback
Genere: Fantascienza
Nazione: USA
Durata: 121'
Interpreti: Colin Farrel, Kate Beckinsale, Jessica Biel, Bryan Cranston, Bill Nighy, John Cho
Fotografia: Paul Cameron
Montaggio: Christian Wagner
Produttore: Total Recall, Original Film, Rekall Productions

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