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Tour RiCostituente, alla Flog pieno di folla per Civati e Montanari Foto del giorno

Firenze – Sala piena alla Flog, gente in piedi. Ieri sera, un pubblico numeroso, competente e esigente, nel corso della tappa fiorentina del Tour Ri-Costituente, ha accolto il dibattito sulle ragioni del No al referendum costituzionale che ha visto protagonisti Pippo Civati e Tomaso Montanari. Interventi di saluto del costituzionalista Andrea Pertici e del professor Maurizio Viroli, docente di teoria della politica all’università di Princeton. Moderatore, Raffaele Palumbo di Controradio.

L’incontro, organizzato dai comitati di Possibile, ha accentrato l’attenzione sulle questioni fondamentali della riforma, i “quattro punti”, sintetizzati nel saluto di inizio da Pertici: obiettivi della riforma, stabilità, semplificazione, regionalismo, velocizzazione del processo legislativo. Quattro punti che, nel corso del dibattito, sono stati analizzati e messi in luce dai “relatori”, aiutati anche dalle domande, dopo i primi venticinque minuti di diretta su Controradio, raccolte fra il pubblico. All’interno di una riflessione più generale della situazione politica del centrosinistra e dell’Italia in questo momento storico, sono emerse nette le critiche principali alla riforma governativa della carta fondamentale: stabilità “ovvero, come si evince dal testo, predominanza netta dell’esecutivo (e della maggioranza) sul legislativo, sul parlamento”; semplificazione, ovvero il principio (spiegano Montanari e Civati) che “meno siamo a partecipare al percorso decisionale, meno intralci ci sono alla decisione finale”; regionalismo sulla carta, mentre di fatto avviene un’operazione inversa, che salvaguarda solo (“per ragioni di consenso”) le regioni a statuto speciale; il tutto, immolato sull’altare della rapidità decisionale. Commento in sala: “Se comanda uno solo si fa ancora prima”. Nelle secondo file a sinistra, qualcuno se la ride. Nell’aria, rimangono le parole, pronunciate per il breve saluto d’inizio, di Maurizio Viroli, che riguardano la dignità: “Il valore più alto – dice il professore e saggista, campione del repubblicanesimo – è la dignità. E a quello i cittadini non possono rinunciare. Spiegatelo a tutti quelli che voteranno il 5 dicembre”.

 

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