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Tpl, lavoratori in presidio davanti alla Prefettura Cronaca

Erano circa 400, i lavoratori del trasporto pubblico locale (Tpl) provenienti da tutte le province della Toscana, che oggi si sono ritrovati in presidio davanti alla sede della Prefettura e del Consiglio regionale, per ''denunciare la grave crisi che ha investito il comparto e per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da 5 anni'', nel corso della manifestzione indetta a livello nazionale. Una delegazione di lavoratori, composta da rappresentanti delle varie sigle sindacali del Tpl (Filt Cgil,Fit Cisl, Uil Uilt, U gl Trasporti e Faisa Cisal), è stata ricevuta dal Prefetto di Firenze Luigi Varratta e dall'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli. Nel corso dei due incontri i lavoratori hanno illustrato le motivazioni della vertenza. Tra le richieste anche quella della ''costituzione reale del Fondo nazionale del Tpl e quella della certezza dei fondi a carico delle Regioni'' per il trasportopubblico locale in modo da dare maggiori certezze ai lavoratori del settore.

Americo Leoni, presidente Onorario di FAISAL-CISAL Toscana, dichiara: " I trasporti pubblici, come molti altri settori, stanno vivendo una crisi profonda. Chi pensa che questo momento "di buio" possa essere risolto con la privatizzazione si sbaglia di grosso. Già da un anno ATAF, sull'orlo di un precipizio, ha stabilito il rialzo dei prezzi del biglietto che passerà presto da un euro e venti centesimi a quota uno e cinquanta, per raggiungere la somma di due euro entro la fine dell''anno. Solo di recente hanno perso il posto di lavoro 120 dipendenti e i tranvieri hanno subìto una decurtazione sul salario pari al 18%, recepiscono adesso uno stipendio  di novecento euro mensili per un totale di 39 ore lavorative alla settimana. Per risanare ilo debito ATAF si pensi che il prezzo del ticket dovrebbe salire fino a quota 3,60 euro. La nostra proposta sta principalmente nell'avviare una vera e propria riforma della viabilità in modo tale da accelerare i tempi del servizio di trasporto. Si pensi che la media oraria della velocità di un autobus è pari a 14 km/h. Raddoppiare la velocità di percorrenza permette di dimezzare i costi del servizio, risparmiando sul numero di autobus necessari e sulla spesa del carburante che verrebbe dimezzata a sua volta, estinguendo così il debito ATAF a rischio fallimento.
"Se adottando questa strategia si rischia che il numero di tranvieri necessari diventi più esiguo, è bene tenere presente che il settore di pulizia e manutenzione dei mezzi pubblici necessita di maggior efficenza e impiegati"  conclude il sindacalista. Fra le voci raccolte dagli operatori, anche quella che i bus verrebbero puliti solo una volta ogni 40 giorni.

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