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Tpl: per la Corte Ue corretta la concessione ai francesi Economia

Firenze – La Corte di Giustizia Ue, chiamata a pronunciarsi da parte del Consiglio di Stato, ha dichiarato corretta e coerente con quanto previsto nel regolamento europeo n.1370/2007 la partecipazione di AT (Autolinee Toscane, controllata dalla francese Ratp) alla gara regionale per la concessione delle tratte del trasporto pubblico locale.

La sentenza è stata originata dal ricorso intentato dal consorzio Mobit, che riunisce le aziende territoriali storiche, secondo soggetto in gara, contro l’aggiudicazione alla società Autolinee Toscane (AT) della concessione. Per Mobit, AT avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara in virtù di un regolamento europeo del 2007 (n.1370), che prevede il divieto per un operatore interno di partecipare a gare relative a bacini territoriali diversi da quelli in cui già opera in condizioni di vantaggio non concorrenziale.

Con la sentenza odierna, la Corte Ue ha stabilito che, in base a una norma transitoria, il regolamento 1370/2007 non è applicabile a un procedimento di aggiudicazione svoltosi prima del 3 dicembre 2019, come quello oggetto del procedimento.

Un importante passo nella giusta direzione – è questo il commento di Bruno Lombardi, presidente di Autolinee Toscane –  AT ha tutti i requisiti per partecipare alla gara regionale: lo dice, nero su bianco, la Corte di Giustizia dell’UE. Adesso aspettiamo che sia dia seguito agli atti previsti, concordati e sottoscritti da tutte le parti interessate”.  “Una sentenza – aggiunge – coerente con quanto già espresso dalla Regione Toscana e dal Tar, a conferma della serietà e correttezza con cui è stata gestita la gara. Il nostro obiettivo – conclude Lombardi – è quello di essere pronti a fornire un servizio di trasporto di qualità come voluto dalla Regione e come atteso da tutti i pendolari”.

In un comunicato Mobit sottolinea tuttavia che il caso rimane aperto perché “la sentenza aggiunge che il principio affermato non vale nel caso in cui le Autorità di uno Stato membro abbiano deciso di applicare anticipatamente le norme del Regolamento che dispongono quelle limitazioni”Ad avviso di Mobit, dunque, “questo è precisamente il nostro caso, come risulta dalla documentazione di gara, e come sarà adeguatamente illustrato in Consiglio di Stato, davanti al quale la questione e l’intero ricorso torneranno nei prossimi mesi.

Lungi dall’essere allo stato decisa per effetto della sentenza della Corte di Giustizia, la vicenda è tuttora pienamente controvertibile, il che impone di attendere il pronunciamento del Giudice amministrativo prima di procedere a qualunque considerazione definitiva, e prima soprattutto di adottare atti o provvedimenti che genererebbero soltanto ulteriori contenziosi, anche risarcitori.

Ieri, in attesa della sentenza, Confservizi Cispel Toscana, a nome di tutte le aziende di trasporto pubblico locale associate, ha chiesto alla Regione Toscana di non procedere all’assegnazione della gara regionale sul trasporto su gomma e di attendere la sentenza conclusiva del Consiglio di Stato.

Una richiesta avanzata anche dallo stesso Consiglio Regionale in un recente ordine del giorno approvato all’unanimità, – afferma un comunicato di Confiservizi – che ricorda come sia il Consiglio di Stato il soggetto deputato a risolvere la controversia in corso in merito alla gara e non certo la Corte di Giustizia, a cui il Consiglio di Stato si è rivolto per chiarimenti su alcuni aspetti del contenzioso. Come è noto, il Consiglio di Stato ha sottoposto alla Corte di Giustizia solo alcuni dei motivi di ricorso di Mobit, mentre per altri otto è chiamata lei stessa a decidere”.

“Non si comprende il motivo di una decisione affrettata della Giunta – è scritto nel comunicato – che potrebbe benissimo attendere il naturale iter formale del ricorso con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Nessuna delle argomentazioni tecniche avanzate dalla Regione per procedere prima possibile ha fondamento, come ha spiegato nel dettaglio Mobit. Sono passati 10 anni dalla legge regionale che indicava la gara e cinque dalla presentazione delle offerte. Un tempo lunghissimo che ha lasciato in sospeso la più grande gara europea dei trasporti pubblici e che non può essere aggiudicata con una forzatura. Basta aspettare poche settimane”.

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