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Tradizione e tecnologia, improvvisatori in ottava rima “contrastano” su WhatsApp Breaking news, Cultura

Quando la tradizione si  lega con la tecnologia …Poeti improvvisatori in ottava rima  in tempo di lockdown  un “contrasto”  effettuato tramite WhatsApp. 

Ne parliamo con lo studioso di etnografia Gian Paolo Borghi che ha curato la presentazione  di 101  ottave di due poeti pratesi.  

Come si è svolto questo evento poetico ?  Cosa significa esattamente  disturnare  ?

Si tratta di un’originale proposta scaturita in tempo di lockdown: due poeti improvvisatori in ottava rima, Daniele Poli e Pietro Perugi, si cimentano in un contrasto, che si compone di ben 101 ottave, effettuato utilizzando WhatsApp!    Disturnare è un termine di derivazione toscana che sta ad intendere agire in contrasto poetico tra due o più poeti improvvisatori. 

Quale il contenuto di questo  “contrasto”?

Il contrasto tra Pietro Perugi e Daniele Poli verte soprattutto sui sentimenti e i timori sorti a causa del primo lockdown , che fanno confidare ai due “contendenti” la speranza che la pandemia possa condurre ad un’autentica trasformazione etica dell’uomo e ad un suo ritorno alle relazioni un tempo in essere nel mondo contadino. I timori dei due improvvisatori vertono anche sulle difficoltà di poter cantare l’augurale “maggio-serenata” nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio in Val di Bisenzio, memori anche dell’adagio popolare Triste è l’anno che i maggiaioli ’un vanno.

Perugi e Poli sono poeti improvvisatori attivi nel pratese. Daniele Poli, inoltre, è il coordinatore del gruppo musicale “Tuscae Gentes”, legato alle tradizioni popolari.

Hai anche in cantiere alcuni pubblicazioni che riguardano l’Appennino pistoiese. Di cosa si tratta ?

Si tratta di una serie di agili “Quaderni” su alcuni improvvisatori pistoiesi, e incentrati su studi poco conosciuti effettuati tra Otto e Novecento 

Gian Paolo Borghi, emiliano, è consulente o coordinatore scientifico di vari musei. Ha diretto il Centro di Documentazione Storica-Centro Etnografico del Comune di Ferrara. Curatore di mostre e di campagne di ricerca, ha realizzato oltre 500 pubblicazioni scientifiche (volumi, cataloghi di mostre, atti di convegni, dischi ecc.).  

Per quanto riguarda le tradizioni del  Maggio  in Emilia Romagna, dove sono diffuse ?

Attualmente gli spettacoli del Maggio drammatico in Emilia e Romagna sono concentrati in area appenninica modenese (Romanoro, Frassinoro) e reggiana (Villa Minozzo, Costabona, Asta). Tra ‘800 e ‘900 sono documentati spettacoli, oltre che nel modenese e nel reggiano, anche nel parmense e nel bolognese.

Quali iniziative stai attuando per i musei di Ferrara   ?

Stiamo proseguendo nella preparazione di una serie di contributi su alcuni social (Facebook, Instagram e You Tube): visite preparatorie al Museo, piccole rubriche sulle tradizioni popolari, incontri con personaggi e studiosi del territorio impegnati in lavori sul mondo rurale ecc. Si tratta , in specifico del MAF, il Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese (www.mondoagricoloferrarese.it), in convenzione con il Comune di Ferrara e con sede nella frazione San Bartolomeo.  

Tornando all’ottava rima, alcuni mesi fa ci la lasciato Nello Landi famoso poeta improvvisatore e autore di Maggi drammatici.  Quali ricordi hai di lui ?

Ho conosciuto Nello Landi durante un convegno a Buti nell’ormai remoto 1977. La sua recente scomparsa mi induce quanto meno ad un suo breve ricordo. Era nato nel 1925 nella cittadina pisana, nota per la sua vocazione alla poesia (e non solo prettamente popolare e/o “all’improvviso”) e al maggio drammatico. Nello Landi è stato un autentico protagonista di quel mondo e il suo talento si è proiettato in tutta la Toscana e l’Italia Centrale dei poeti-improvvisatori. Proprio in qualità di “estempore”, ha disturnato con successo non soltanto con i maggiori poeti del suo tempo, ma anche con noti personaggi dello spettacolo come Roberto Benigni, Francesco Guccini e David Riondino. Ma sarebbe riduttivo definirlo soltanto poeta-improvvisatore, in quanto è stato pure fine poeta nel senso tradizionale del termine, nonché autore di maggi drammatici, erede del concittadino, “poeta-pastore”, Pietro Frediani. Compose il suo primo copione (Giuditta e Oloferne) di questa forma di teatro popolare nel 1941.

Per conoscere la sua opera si ricorda lo studio, Dodici maggi, che Fabrizio Franceschini gli ha dedicato nel 2003.  Per la sua attività dì improvvisatore, utile risulta il lavoro, a cura di Velio Abati e Luciano Giannelli, Nello Landi, Florio Londi, Edilio Romanelli, dal titolo Contrasti, pubblicato nel 1987 come “Quaderno n. 1” dell’Archivio per lo Studio delle Tradizioni Popolari della Provincia di Lucca.   

Infine, per la sua opera poetica, si rinvia a  due volumi: Così per hobby. Opera poetica, a cura di Gino Bernardini, Mario Filippi e Massimo Pratali (1998) e Per Nello Landi, a cura di Isa Garosi, edito dalla Tagete di Pontedera  ( 2009).

In foto, Gian Paolo Borghi

 

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