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Traffico di rifiuti: la Regione si costituirà parte offesa Cronaca, Politica

Firenze – La Regione Toscana si costituirà “parte offesa” nel procedimento avviato dalla procura e dalla  direzione distrettuale antimafia di Firenze sul traffico illecito  di rifiuti e le infiltrazioni mafiose nel distretto del conciario  di Santa Croce sull’Arno (Pisa).

Non solo, il cosiddetto emendamento dello scandalo presentato dal consigliere Pd Andrea Pieroni che secondo l’inchiesta della Dda fiorentina avrebbe favorito alcune concerie coinvolte nell’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Toscana, sarà abrogato. Lo ha detto il Governatore della Regione Eugenio Giani questa mattina in Consiglio regionale in  quella che probabilmente è la giornata più difficile da quanto ha assunto la guida della Regione.

La dichiarazione di “parte offesa” dell’Ente è arrivata attraverso una delibera specifica approvata ieri: segno di tangibile di vicinanza alla  magistratura che sta accertando i fatti. Sul secondo elemento invece la direzione Ambiente di palazzo Strozzi Sacrati avrebbe verificato che l’emendamento approvato la  scorsa primavera sulle autorizzazioni integrate ambientali non avrebbe prodotto alcuna conseguenza sui percorsi avviati.

Tuttavia, per spazzare via ogni disputa interpretativa, Giani ha chiesto all’aula la soppressione del contenuto  dell’emendamento, in modo da rimuovere alla radice ogni possibile dubbio di sorta. “Voglio essere molto fermo, chiaro e determinato – ha esordito il Governatore -: in Toscana la criminalità organizzata di stampo mafioso trova, nel livello istituzionale della Regione e nel corpo diffuso di associazionismo, la più netta forma di contrasto e di blocco. Ogni nostro comportamento e azione sarà ispirato, come è stato finora, a isolare e bloccare, a lavorare insieme alla Magistratura e alle altre forze dell’ordine per poter rendere la Toscana quello che è nella sua storia, nel suo presente e nel suo futuro, assolutamente impermeabile a qualsiasi tentativo di infiltrazione”.

Giani ha poi ripercorso quanto fatto negli anni per “monitorare tutti i fenomeni presenti nel tessuto economico e sociale”, ma anche riaffermato la “determinazione politica” fin qui tenuta concentrandosi su una parola importantissima e fondamentale: prevenzione. “Un sistema preventivo forte – ha sottolineato – è la premessa per costruire una società civile libera da ogni tentativo di infiltrazione”.

La proposta di abrogazione dell’emendamento e la costituzione di parte offesa viaggiano in parallelo con un altro elemento che il presidente ha voluto chiarire con precisione: “Saremo al fianco dei cittadini per conoscere esattamente le condizioni ambientali dei siti oggetto di smaltimento illecito. La tutela dell’ambiente e le azioni attive per la sua difesa sono fra gli obiettivi principali dell’azione di questa Giunta”.

Quanto al capitolo Ledo Gori, Giani ha valutato la possibilità, nella conferma del capo di gabinetto, di avvalersi “di persona di esperienza e di conosciuta competenza nel ruolo, in grado di seguire il passaggio dall’amministrazione uscente all’attuale”. Acquisita poi conoscenza dell’indagine e dei capi di imputazione ipotizzati, Giani ha spiegato di aver inviato a Gori una comunicazione di avvio del procedimento di revoca della nomina e conseguente risoluzione del contratto di lavoro.

Aggiungendo poi l’augurio che “abbia la possibilità di chiarire la propria posizione e l’estraneità ai reati contestati”. “La Toscana – ha concluso – è in prima linea contro la criminalità organizzata e proprio ieri la Giunta ha approvato la delibera 599 con sui ci costituiamo parte offesa. Significa una scelta determinata, chiara e inconfutabile di essere accanto alla Magistratura per accertare i fatti, e offrire conforto e rispetto ai cittadini operando con regole trasparenti che garantiscono lo svolgimento delle attività produttive di assoluta rilevanza per l’economia toscana com’è quelle del settore delle pelli e delle concerie”.

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