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Tramvia al Duomo, una vecchia ferita: Firenze scatenata sui Social Cronaca

Non passerà mai, forse ci passa.. è già passata. Bastava veramente poco. La cenere vecchia di una decina di anni bruciava ancora e così quando in Palazzo Vecchio l’assemblea fiorentina si è misurata con una votazione insidiosa sullo studio di fattibilità per l’attraversamento di piazza Duomo la scintilla è scoccata.
Sul prolungamento della Tramvia attraverso il centro storico sembra prevalere il disegno di un sottoattraversamento. I Social sono esplosi in una sequenza di commenti che hanno interessato foto storiche e nozioni tecniche, dibattiti e promesse politiche fino ad arrivare ai flussi turistici contemporanei.
Se da una parte basta l’idea per far sobbalzare i protettori del Bel San Giovanni, dall’altra l’amarcord non dispiace e rappresenterebbe una soluzione vintage quella di riportare le verghe davanti alla facciata di Santa Maria del Fiore.

La schermaglia è partita sui banchi dell’opposizione con la maggioranza rimasta alla finestra a godersi un curioso spettacolo: “Il Consiglio comunale ha fornito ai fiorentini un verdetto chiaro e inequivocabile: contro il passaggio del tram in piazza Duomo c’è in città una maggioranza schiacciante e politicamente trasversale. Solo quattro consiglieri, nei banchi della sinistra, si sono detti favorevoli al momento del voto” si è affrettato a commentare Mario Razzanelli, l’uomo del Referendum senza Quorum, quello dove il 55% dei fiorentini che votarono si espressero per il No all’ipotesi di passaggio da piazza del Duomo, contro il 45% di favorevoli. Un voto che l’allora sindaco Domenici definì inutile, una consultazione popolare sprecata perché non rappresentativa.
“Una maggioranza schiacciante e trasversale contro il passaggio della Tramvia al Duomo ma a favore del passaggio nel sottosuolo della piazza e del centro storico di Firenze. Chissà cosa ne pensano i cittadini e le cittadine che hanno votato nel 2008 contro il progetto” è stato l’intervento del capogruppo di Firenze Riparte a Sinistra Tommaso Grassi. “Ci sorprende la nettezza con cui Razzanelli rivendica come un suo successo l’aver unito Partito Democratico, Forza Italia e pezzi delle altre opposizioni contro un progetto di superficie e a favore del sottoattraversamento. Siamo da sempre favorevoli alla tramvia ma crediamo che mai e poi mai si possa pensare di mettere a rischio la città per realizzarla nel sottosuolo del centro storico” conclude Grassi.
Si sente chiamata in causa ed interviene così Miriam Amato “Ho votato contro la mozione per il passaggio della tramvia da piazza Duomo, proposto dal capogruppo Firenze riparte a Sinistra, ma sono anche contraria al sottoattraversamento. Dalla stazione al Duomo non serve la tramvia, ci sono i bussini elettrici e altri mezzi alternativi, non serve sfregiare il centro”.

Dopo il capolavoro infrastrutturale della Linea 1 che fattura a pieno ritmo pur avendo lasciato per strada una serie di opere incompiute come i cordoli provvisori di Porta al Prato, i fiorentini non vedono l’ora di festeggiare San Valentino abbracciati al Sirio della Gest sulle nuove rotaie. La Linea 2 e la Linea 3 si incontreranno, infatti, alla Stazione di Santa Maria Novella per una copertura del territorio da Careggi all’Aeroporto passando per Novoli e Rifredi – Statuto.
Ma il futuro sono Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli. Se per Campi il ramo resterà esterno al centro, per raggiungere Bagno a Ripoli via Santa Croce, Ferrucci, Gavinana- Giannotti ed Europa serve aggirare la vecchia Firenze sfruttando i viali del Poggi oppure penetrare l’area romana in superficie o nel sottosuolo.
Per un’opera definita alla nascita “vecchia”, ma anche l’unica al momento disponibile, vivere questa spaccatura non fa altro che gettare ombre sul futuro di un tracciato che si proponeva di essere funzionale ed alternativo al trasporto privato orfano del boom economico e del trasporto urbano figlio della privatizzazione.

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