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Tramvia e Centro storico, i Comitati: “Una falsa questione di democrazia” Breaking news, Cronaca

Firenze – Tramvia in piazza Duomo, se ne riparla sempre più, tant’è vero che l’ipotesi torna insistentemente in particolare nelle prospettive delle liste di centrosinistra, da quella di Cioni, alla nardelliana Sinistra Civica, mentre lo stesso sindaco uscente ad ora non prende posizione, limitandosi a non dire no. “Quello che secondo noi non va proprio – dicono i Comitati Cittadini, che sulla tramvia continuano a lanciare allarmi che riguardano l’impatto sulla città, in particolare sul delicato tessuto del centro storico – è spacciare la ripresa del tema, bocciato dai cittadini nel referendum del 2008 con il 53,84%, come un atto di democrazia”. Nel senso, che secondo i sostenitori dell’ipotesi “Duomo” la linea tramviaria diventerebbe vettore delle fasce “popolari” verso il centro storico.

Una ricostruzione, secondo i comitati Cittadini, almeno “fantasiosa”. Intanto, perché le “fasce popolari” perlomeno fiorentine, dovrebbero abitare il centro, e il fatto che debbano “esservi portate” la dice lunga sulla trasformazione della città storica e della sua perdita di vitalità in favore di una sorta di “Disneyland del Rinascimento” definizione divenuta ormai corrente; in secondo luogo, perché in realtà l’operazione si traduce in una sorta di “tradotta del turismo “, secondo di Comitati: “Milioni di turisti che dall’aeroporto Vespucci o dal parcheggio di Villa Costanza verranno rapidamente tradotti in quantità impressionanti, più di una Costa Concordia all’ora, e indirizzati nel bel mezzo del  “Luna park del Rinascimento” o negli outlet della pelle fuori o dentro il cosiddetto patrimonio dell’umanità (certo non più dei fiorentini)”.

Ma se la questione “al Duomo in tramvia” è comunque tutta da vedere (e se ne riparlerà ad ogni buon conto dopo le amministrative), sulla questione della Variante del Centro storico torna il problema dei pali. Se infatti il sindaco ha messo nero su bianco che il tratto verso Bagno a Ripoli, dopo l’altolà del sovrintendente Pessina per quanto riguarda i viali, verrà rivisto con tratti messi a batteria e abbattimenti di alberature ridotti al minimo, nessuna ridiscussione è stata avviata per la Variante al Centro storico, per cui ad ora non si sollevano riserve e che, ricordiamo, è stata approvata dalla Giunta nel 2011, quale alternativa al passaggio dal Duomo, convalidata dal Ministero.  

Dunque, rebus sic stantibus,  se si contano i pali per la trazione elettrica previsti nel progetto definitivo della Variante al Centro Storico, cioè il prolungamento della T2 per Lavagnini, Libertà, Cavour, S. Marco, La Pira, Lamarmora, Matteotti, si scopre che  “sono 85 (Ottantacinque), stando alle tavole di progetto”, come informano dai Comitati, autori per l’appunto della “conta”.

Ottantacinque pali distribuiti, sempre secondo le tavole di progetto attuali, nel seguente modo: “Davanti all’Orto Botanico, in via La Pira, compariranno 8 pali come quelli di Piazza della Stazione, in piazza della Libertà 34, nel viale Lavagnini 29, in piazza S. Marco 6 e nel breve tratto di viale Matteotti 8, fili compresi ovviamente. Il resto dei fili verranno agganciati alle facciate, inclusa quella del Buontalenti”, riportano i Comitati. Senza contare, come risulta dalle planimetrie, l’impatto dovuto  alle fermate, gli armadi per il segnalamento, i pali per l’illuminazioneparapetti e paletti”. 

Allora, concludono dai Comitati (che hanno inviato una lettera di segnalazione al Sovrintendente Pessina): “Se per la T3.2 si è posto il problema e il Sovrintendente è intervenuto, perché la Variante al Centro Storico non viene ridiscussa e rivalutata, dal momento che è ancora più impattante in un’area ancora più delicata, ma addirittura si torna a pensare al passaggio per piazza Duomo?…”.  

Foto: piazza San Marco con il passaggio della tramvia (fornita dai Comitati Cittadini)

 

 

 

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