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Tramvia, le imprese coinvolte chiedono forme di indennizzo Economia

Firenze – A opere straordinarie, provvedimenti straordinari per impedire che siano duramente colpite le imprese. Quattro associazioni imprenditoriali fiorentine – Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti – si sono alleate per chiedere al sindaco Nardella e alla Giunta di Palazzo Vecchio sostegno per le piccole e medie imprese coinvolte nei lavori per la realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia. Secondo i loro calcoli sono circa un  migliaio gli esercizi a rischio danno economico.

In particolare, ai provvedimenti che sono stati sperimentati per i cantieri della linea 1, dovrebbero esserne aggiunti altri innovativi e più corrispondenti ai problemi che a negozi, imprese artigiani e professionisti provocheranno quelli assai più invasivi dei due nuovi percorsi. Intendiamoci: i rappresentanti delle categorie economiche non sono contrari alla realizzazione dei due nuovi tratti, visto anche il successo della linea Stazione – Scandicci. Al contrario, ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa Andrea Calistri, presidente della Cna Firenze, “è una grande opportunità per tutta la comunità cittadina, ma proprio per questo i costi dovranno essere sostenuti da tutti e non solo dalle imprese coinvolte dai cantieri”.

Dopo tanti annunci, bene dunque che si parta, anche se Gianna Scatizzi, presidente di Confartigianato avrebbe preferito che i soggetti economici fossero consultati al momento di definire i percorsi, ma ora è comunque venuto il momento di mettersi intorno a un tavolo e decidere il da farsi per aiutare le imprese già duramente colpite dalla crisi e dunque a forte rischio di chiusura.

La questione principale sulla quale si basa la lettera che le categorie hanno inviato a Nardella dopo averla firmata davanti ai giornalisti (vedi foto), è quella della creazione di un “fondo indennizzi”, ovvero forme di indennizzo “commisurate al danno che le limitazioni dovute ai cantieri provocheranno alle imprese” e dunque il Comune “deve inserire nel suo bilancio risorse da destinarsi appositamente alle imprese interessate alla cantierizzazione”. E’ questa la principale novità contenuta nel documento. Il Comune non ha mai fatto mistero che non ha nessuna voglia di aprire un fronte indennizzi, mai sperimentato prima, perché sarebbe un pericoloso precedente per qualunque genere di lavoro che possa venir fatto di fronte a un negozio.

Le categorie si rendono conto di questa riserva, ma non si lasciano scoraggiare: questa volta si tratta di opere eccezionali e dunque eccezionale dovrà essere anche il sostegno del Comune. Sarà dunque un punto della trattativa, come lo sono la creazione di un fondo per il credito alle imprese, l’abbattimento delle tasse e delle imposte comunali, l’agevolazione di “progetti eccezionali” come per esempio il trasferimento in tensostrutture dell’attività. C’è anche la proposta di un “bonus comunale bancabile” le cui caratteristiche dovranno essere definite. Un altro capitolo importante riguarda la sospensione dell’applicazione degli studi di settore e la conseguente esclusione dalle operazioni di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate, misura che era stata applicata in occasione dei lavori della linea 1.

Questo l’elenco delle richieste. Ci sarà un censimento delle aziende coinvolte: 600 solo quelle artigianali della Cna, complessivamente circa un migliaio su 14.700 presenti nelle aree interessate dai lavori. Disagi e danni non riguardano infatti solo gli esercizi fronte-strada ma anche quelli delle vicinanze che per mancanza di parcheggi, inaccessibilità, visibilità ridotta o addirittura annullata, viabilità interrotta subiscono colpi alla loro attività. Per ogni disagio, le categorie propongono un punteggio in base al quale l’azienda può far richiesta per accedere alle diverse forme di sostegno: “L’importante è che non prevalga il concetto poco per tutti, ma che siano sostenute con efficacia le ditte che più soffrono della situazione”, hanno detto gli esperti. Niente automatismi, ma valutazioni caso per caso, dunque. 

Dopo l’invio della lettera, le quattro associazioni delle Pmi si attendono di essere convocate “al più tardi entro la prossima settimana”. Si tratta di un secondo cruciale tavolo di discussione da aprire con l’Amministrazione dopo quello che riguarda un altro capitolo importante in passato troppo trascurato, che è l‘informazione costante per tutti coloro che sono coinvolti dall’apertura dei cantieri. I quattro alleati si sono già premuniti con una newsletter “Tramviainfo” che fornisce ai soci notizie in tempo reale e si pone anche come strumento per l’interazione con l’amministrazione.

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