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Tramvia, Marcheschi (FdI): “Valutiamo progetti interrati” Dibattito politico

Firenze – Riceviamo e pubblichiamo una nota del Consigliere Paolo Marcheschi (Fdi) sulla questione della tramvia e sul progetto di estenderla a Bagno a Ripoli

La questione assurda se la Tramvia sia di sinistra la do per superata. La Tramvia c’è e così come progettata (tranne la pedonalizzazione del Duomo che Renzi prese dal nostro programma alle amministrative e non in quello suo!) nel bene e nel male l’ha voluta e realizzata il Pd.

La frettolosa valutazione dei numeri di successo snocciolati da Nardella è solo campagna elettorale ed un tentativo di nascondere altri numeri ed aspetti che hanno afflitto la città, non solo per il problema urbanistico o per il traffico, ma anche dal punto di vista economico.

In sintesi se come dice il sindaco (ma con quali dati attendibili?) ci sono meno auto in giro, dimezzando le corsie delle strade, di fatto non ha alleggerito il traffico veicolare ma lo ha addirittura aggravato. Per andare in zona Talenti/Legnaia e fare il Ponte alla Vittoria la sera o per arrivare a Careggi anche in motorino di giorno occorre vuole tutta la pazienza dei fiorentini che sanno dominare la propria rabbia (moccoli o imprecazioni)….

Non c’è alcun dubbio che chi può prendere la tramvia (a parte l’affollamento) abbia migliorato il proprio percorso. Altrettanto chi non può prenderla, ha peggiorato di parecchio la propria vita. Ha migliorato l’ambiente perché circolano meno autobus, ma ha reso alcune strade deserte con troppi negozi che hanno cessato la propria attività.

La tramvia cosi come realizzata presuppone che in città ci siano altri viali con almeno 4 corsie per direzione, ed invece Firenze ha solo una cerchia e non sempre di 8 corsie. Siamo diventati un modello di città ‘budello’ di strade o monocorsia. Ci sono quartieri già insorti come il Campo di Marte (3.000 firme contro le linee flash) dove si preferisce non rinunciare ai posti auto rispetto alla necessità di guadagnare 5 minuti per arrivare in centro.

Come a mio parere non è opportuno, se proprio si vuol proseguire a sud, stuprare i Viali del Poggi. Gli unici che abbiamo e che oltre alla caduta degli alberi secolari, vedrebbero fuggire aziende, studi professionali e residenti verso le periferie, dove qualche posto auto si riesce ancora a reperire. I Viali sono un confine fra il centro (ztl) e la zona percorribile e diventerebbero praticamente una zona “commerciale” alla mercè di B&B perdendo così quell’aspetto di fiorentinità borghese e secolare che la contraddistingue.

Sarebbe saggio prendersi qualche tempo, magari un paio d’anni e capire veramente gli impatti delle linee realizzate e nel frattempo verificare la fattibilità di nuove tramvie magari interrate e sicuramente più moderne e senza quelle oscene foreste di pali che hanno fatto ridere tutto il mondo. Sarebbe poi indispensabile pianificare in ottica metropolitana il proseguimento e/o l’utilizzo delle tramvie e dei parcheggi scambiatori fuori comune, in modo da non dare solo vantaggi a chi non è residente e svantaggi a chi è residente. Un sacrificio ulteriore non è opportuno richiederlo. Soprattutto se sono sacrifici costosi ed inutili.

Paolo Marcheschi, C consigliere regionale Fdi

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