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Tramvia, Novoli aspetta: perchè gli amministratori non vengono a parlarci? Cronaca

Commercianti in allarme, cittadini indignati. Si ppossono sintetizzare così le reazioni degli abitanti di novoli, dopo l’illustrazione, avvenuta ieri, del cronoprogramma della Linea 2 della tramvia effettuata dall’assessore Massimo Mattei. E se le ragioni dei 18 commercianti alle prese con i cantieri della ormai famosa strettoia di Novoli hanno comunque ricevuto attenzione e confronto da parte dell’amministrazione, l’indignazione dei cittadini, residenti e parenti dei residenti che abitano accanto, sopra o nei pressi della strettoia è di un genere molto particolare.
“Abbiamo avuto varie sirprese da parte dell’amministrazione – commenta Lisa, una giovane donna che abita nelle vicinanze della strettoia, su via di Novoli – lasciamo stare il mio caso, pensiamo a mio padre, che si è trovato a vendere una casa che avrà tre metri di giardino in meno”.
Il caso riguarda tutta una schiera di piccoli condomini che sono nelle vicinanze della fatidica strettoia, e per i quali tuttavia il confronto col comune ha prodotto, in risarcimento ai tre metri di giardino tagliato via dalla tramvia, un’offerta in denaro che sembra stata accettata più o meno da tutti.
“Lasciamo stare anche quelli che vedranno il marciapiede davanti a casa totalmente mangiato dalle rotaie – continua Lisa- io, di mio, sono comunque convinta che questa opera si debba fare e sia utile alla città”. Dunque, qual è il problema? I sacrifici troppo grossi imposti ai cittadini, o cos’altro?
“Il vero problema è la mancanza assoluta di informazione, concertazione, confronto con i “sudditi” perché non si può certo chiamarci cittadini – esplode Lisa- chieda un po’ in giro, vedrà se sono la sola a pensarla così”.
No, Lisa non è la sola. A Novoli sembra davvero che questo sia il punto cruciale:l’assenza completa di informazioni su cosa succederà, come succederà, dove succederà, l’assenza di confronto faccia a faccia, con domande dei cittadini e risposte dei governanti.
“Non esiste – spiega Alessandra, sulla cinquantina, madre di una bimba che va alle elementari – non esiste che ci trattino in questo modo. Il quartiere cosa fa? E’ inutile lamentarsi che non c’è partecipazione dei cittadini. Se il quartiere non si attiva, non si informa e poi gira a noi le informazioni, se non organizza gli incontri pubblici, tanti che non hanno neanche il tempo di respirare fra famiglia e lavoro, una mattina si vedranno sorgere i cantieri sotto casa. Punto”.
Gianni fa il muratore, dalla sua terrazza al settimo piano si vede la famigerata strettoia.
“Cosa faranno, l’hai capito? Passare devono passare, ma come? Noi non sappiamo niente”.
Entra sua cognata, laurea in lingue e precariato stabile, come lo definisce scherzando. “Ciò che è incredibile – spiega è che al quartiere 4, il primo toccato dalla tramvia, l’amministrazione faceva un’assemblea pubblica una settimana sì e l’altra pure. Sono stata presente io, a un incontro in cui presero a male parole il vicesindaco Beppe Matulli. Ma avevano la voglia e la faccia di presentarsi ai cittadini, ascoltare le loro domande, rispondere come potevamo, ascoltare anche gli insulti al limite, ma confrontarsi sulle proposte. Noi, qui al 5, quanto dobbbiamo aspettarli? E, soprattutto: verranno?”.

 

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