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Tranvia, Cgil: “E’ tempo di una regia decisa e determinata” Cronaca

Firenze – I cantieri della tranvia sono chiusi e apparentemente abbandonati. Non una ruspa in funzione nella più ampia fetta dei cantieri. I lavori di costruzione delle linee 2 e 3, a distanza di un pugno di mesi dall’avvio, sono fermi.

All’indomani dalla reprimenda del sindaco Nardella e dalla denuncia delle ditte su presunti problemi di liquidità, la Cgil Toscana alza la testa e smaschera l’uno e le altre, mettendo sul piatto il problema lavoro. Com’è possibile che il progetto di punta dell’urbanistica fiorentina, quell’elefantiaca macchina di cemento e soldi e sacrifici che cambierà per sempre la geografia stradale della città, non marci a pieno regime ma, al contrario, sia già ingolfata e ferma?

Se lo chiede, il sindacato, e non senza una punta di sarcasmo. I soldi ci sono eccome e, cosa forse più grave, la causa dell’arresto non è certo la mancanza di manodopera. Eppure ad oggi sono circa un’ottantina gli operai a lavoro, e per di più dipendenti di ditte di sub-appalto. Niente, considerando il da farsi. Cos’è allora che non va? Difficile trovare una risposta che non poggi sulla vaghezza e la retorica. Certo, sei mesi prima dell’avvio dei lavori, Cgil e altre organizzazioni sindacali avevano proposto al Comune e alle imprese appaltatrici la sottoscrizione di un protocollo che monitorasse e gestisse tutti gli aspetti della costruzione, mai, però, firmato.

Passi lo sbotto del primo cittadino – comprensibilmente ben accolto dal sindacato – ma, ha dichiarato stamattina Marco Benati di Fillea Cgil Firenze – “è tempo di una regia decisa e determinata”. Da qui, la proposta di un incontro tra le parti che salvi capra e i molti cavoli correndo, in tempi stretti, ai ripari di una programmazione degna di questo nome.

Vogliamo che l’opera si conclusa nei tempi previsti e che la manodopera sia organizzata in modo corretto. Bisogna mettere insieme committenza, imprese, lavoratori e loro rappresentanti per ripartire con chiarezza, tempistica e determinazione”. Sono solo un dito dietro cui nascondersi, dunque, le lamentele su liquidità e forza lavoro, “problemi mai emersi nei frequenti incontri con i rappresentanti delle imprese”, tanto più – ha ricordato Mauro Fuso – che “ad affiancare le risorse ci sono anche i fondi europei e non mancano certo i lavoratori edili disoccupati”. Anche su questo punto il tentativo, a monte, era stato fatto con l’ennesima proposta di pianificazione del fabbisogno. Numeri mai pervenuti. “La storia della mancanza di manodopera è una bufala inaccettabile”, liquida Benati.

dunque, secondo il punto d’osservazione targato Cgil, ci sono i soldi, ci sono gli operai, ci sono i materiali, ma i cantieri dormono. L’analisi dei motivi dell’arresto forzato sembra procedere non per contrarietà, ma paradossalmente per addizione. Il problema che resta è il risultato finale, la cifra del perché tutto si sia fermato. Alla fine sembra che solo una presunzione di negligenza dovuta a superficialità resti a galla nella conta delle accuse. Non resta che il rilancio della proposta di una programmazione che riparta dal punto di arresto per fermarsi solo a opera finita e consegnata. Accetterà, Nardella?

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