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Trasporti, nasce Confcooperative Toscana Nord, “Stop alla colonizzazione della Toscana” Cronaca

Prato – Giuseppe  Gori, Presidente  Cap, è da pochi giorni alla guida di Confcooperative Toscana Nord, una nuova realtà associativa, che opera tra Arezzo e Massa passando per Firenze, Prato, Pistoia e Carrara sull’esempio di quella Sud per le province di Livorno,Siena e Grosseto, per un totale di 12 mila soci, 35 mila dipendenti, 600 imprese per un fatturato di 700 milioni di euro.

Un nuovo modo di affrontare la mobilità regionale soprattutto nelle gare d’appalto del  trasporto pubblico locale,”per evitare – spiega Giuseppe Gori – il verificarsi di un’altra situazione simile”: la pesante sconfitta lo scorso anno, ad opera della cordata che fa capo al colosso francese RAPT, che ha sottratto alla Cap e alle altre aziende toscane associate in Mobit, la gestione del trasporto pubblico locale. “Abbiamo presentato ricorso al Tar – spiega Giuseppe Gori – e speriamo nella comunicazione ufficiale e in un verdetto a noi favorevole”.

gori prato trasporti“Certo – prosegue Gori – la gara sul trasporto pubblico è in contraddizione con il disegno di legge sulle gare d’appalto sui servizi,varato dal Governo, che prevede esplicitamente l’assegnazione per ambiti territoriali contermini”. Così, pur non sbilanciandosi, afferma “siamo convinti di vincerlo”, ma ben venga l’avvio “di  un processo di aggregazione tra imprese territoriali e cooperative”.

Questa nuova realtà associativa si propone, tra l’altro, quello di vincere nell’immediato le gare, evitando così  il ricorso, in caso di contenzioso, al tribunale amministrativo, sperando in una sentenza  favorevole. Infatti, ricorda il Presidente di Cap e Confcooperative Toscana Nord, una eventuale sconfitta ad oggi significherebbe “penalizzare le imprese locali e i territori” in quanto l’eventuale vittoria della RATP  “non è un modello che crea sviluppo ne’ porta occupazione e non possiamo permettere che la Toscana diventi una colonia di grosse imprese, anche monopolistiche, con le aziende locali ridotte a servizi in subappalto, in una logica di sopravvivenza e non di crescita”. Gori ribadisce con forza: “La  Regione si preoccupi di tutelare le aziende del territorio perché in questo modo non si fa altro che danneggiare l’intera nostra economia”.

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