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Trasporti, voucher o prolungamento per gli abbonamenti non usati Cronaca, Notizie dalla toscana

Firenze – Ad aprile, nei primi difficili momenti di lockdown, l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli l’aveva detto: “mettete da parte l’abbonamento del mezzo pubblico più usato in attesa che vengano definite dal Governo possibili misure compensative”. Adesso la Giunta regionale ha approvato una serie di linee guida per facilitare ed uniformare il percorso che porterà poi gli utenti a poter usufruire della compensazione.

Innanzitutto la compensazione potrà essere effettuata da tutte le aziende toscane di trasporto tramite l’emissione di un voucher di importo pari all’ammontare della spesa effettivamente sostenuta dall’utente per i giorni di non utilizzo dell’abbonamento, da fruire entro un anno dall’emissione; oppure attraverso il prolungamento della durata dell’abbonamentoper un periodo corrispondente a quello durante il quale non ne è stato possibile l’utilizzo. Il diritto alla compensazione varrà per tutti i tipi di abbonamento, anche per i ‘Pegaso’ e per l’abbonamento ‘Unico metropolitano’, e andrà chiesto entro il 15 ottobre prossimo salvo una eventuale proroga del periodo di emergenza disposta dal Governo.

La domanda andrà presentata preferibilmente on-line sul portale delle aziende dedicato, secondo le modalità indicate dalle stesse, allegando l’abbonamento in corso di validità nel periodo di lockdown; una dichiarazione relativa al mancato utilizzo (del tutto o in parte) del titolo di viaggio contenente le generalità del titolare dell’abbonamento e la causa del mancato utilizzo (specificando “…in conseguenza dei provvedimenti attuativi delle misure di contenimento previste dall’articolo 1 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13 o dall’articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19”); l’indicazione del luogo di lavoro e del datore di lavoro (se in rapporto di dipendenza o altro) se il titolo di viaggio non è stato fruito per misure di contenimento che hanno fermato o ridotto l’attività lavorativa; nome e indirizzo dell’istituto scolastico frequentato dallo studente titolare dell’abbonamento, se il titolo di viaggio non è stato fruito a causa della sospensione dell’attività scolastica; la durata del mancato utilizzo del titolo di viaggio.

Alle aziende spetterà dare massima diffusione alle informazioni sulle modalità di richiesta, di emissione e di spendibilità dei voucher o delle altre misure di compensazione. Dovranno essere di facile accesso, sintetiche e possibilmente effettuabili on-line dando supporto agli interessati con i call center aziendali. Nel caso poi in cui il titolare del diritto al rimborso non avesse più necessità di usufruire del servizio di trasporto, le stesse aziende dovranno trovare forme alternative di ristoro.

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