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Trasporto, cosa insegna il successo del tram Opinion leader

Addirittura sono il 50% del campione intervistato quelli che hanno rinunciato al mezzo privato e tra di loro non ci sono solo studenti e pensionati, ma anche professionisti, cioè gli utenti più esigenti. Secondo l’indagine rappresentano il 7% del campione, una quota molto elevata rispetto alle medie italiane. In totale la tramvia trasporta 12 milioni di passeggeri l’anno, 2 in più di quanto era stato preventivato. Ovviamente questa ricerca riguarda la linea 1 della tramvia fiorentina, l’unica operativa nella regione, ma l’indagine offre alcuni spunti di riflessione. Il più importante è quello già detto. Di fronte all’offerta di un servizio di trasporto pubblico frequente, puntuale e in una sede stradale sua propria, al riparo cioè da blocchi e problemi di traffico, la risposta dell’utente è positiva. Non dimentichiamo che nel gennaio scorso le polveri sottili PM10 hanno superato a Firenze le soglie di sicurezza per ben sette giorni su 12. Da qui dunque la necessità di tenere presente questa valutazione ora che siamo alla vigilia della gara unica per il trasporto regionale su gomma. E’ una scelta sbagliata quella di ridurre le tratte e di abbassare la qualità del servizio, quando l’offerta premiata dall’utente va nella direzione esattamente contraria. La giustificazione di un abbassamento dei servizi è la scarsità delle risorse, ma questo è uno dei tipici casi nei quali la valutazione dei costi/benefici deve andare oltre i bilanci. Il costo sociale dell’inquinamento atmosferico, per il quale ci sono amministratori sotto processo, è qualcosa che deve essere quantificato come il carburante e il personale, per arrivare alla conclusione che la gara unica per il Tpl è davvero un’occasione per un salto di qualità economico e sociale, che non deve essere perduta.

 

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