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Tre milioni di toscani alle urne per scegliere fra 7 candidati e 15 liste Politica

Firenze – Domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre si vota. Sono poco meno di 3 milioni, per l’esattezza 2.985.115, i toscani  chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Toscana e i 40 nuovi consiglieri della Regione.

Sono gli elettori all’ultima revisione delle liste che c’è stata il 5 settembre, più numerose le donne come sempre (1 milione e 547.077) rispetto agli uomini (1 milione e 438.038). Il numero comprende anche i toscani che vivono all’estero e che sono iscritti all’Aire,  i quali, se vorranno votare, dovranno tornare in Toscana. Sono circa 140 mila sparsi nei cinque continenti, cresciuti negli ultimi otto anni come tutti gli italiani all’estero. Per agevolare il loro voto sono previsti rimborsi per il viaggio: fino a 103 euro per chi arriva da un Paese europeo, 206 per chi si muove da un altro continente. Da alcune nazioni, per la pandemia in corso, spostarsi sarà comunque complicato.

Cinque anni fa, alle consultazioni regionali toscane del 2015, furono 626 in più gli elettori chiamati alle urne, ma ci andarono effettivamente solo 1.441.504: poco più del 48 per cento, l’affluenza più bassa nei cinquant’anni di storia delle Regione. In 9 comuni, su 160 chiamati alle urne in tutta Italia, si voterà anche per il rinnovo di sindaci e consigli comunali: ad Arezzo, a Viareggio, Coreglia Alteminelli e Sillano Giuncugnano in provincia di Lucca, a Villafranca Lunigiana (Massa Carrara), a Cascina e Orciano Pisano (Pisa),  a Follonica (Grosseto) e ad Uzzano (Pistoia).

Si voterà la domenica dalle 7 alle 23  e il lunedì dalle 7 alle 15.  Lo scrutinio si svolgerà immediatamente dopo, nel corso del pomeriggio. Nelle sezioni elettorali – 3.936  in tutta la Toscana, tra cui diciassette ospedaliere – presidenti, segretari e scrutatori, che sono oltre 23.600, saranno comunque al lavoro fin da sabato, per autenticare le schede e attrezzare i seggi.

Ai seggi occorre presentarsi con un documento di identità e la tessera elettorale. Se smarrita, un duplicato può essere richiesto in Comune. Gli uffici elettorali saranno per questo aperti anche domenica. E’ obbligatorio indossare la mascherina e igienizzarsi le mani prima del voto. Chi è in isolamento a casa per via del Covid-19 ed ha fatto richiesta, sia che si trovi in quarantena sia che si tratti di isolamento fiduciario, potrà votare da casa. Fino a giovedì in 330, su una platea potenziale di circa quattromila elettori, si erano rivolti alle Asl per richiedere il certifico medico.

Alle Regionali 2020 corrono in Toscana sette i candidati alla carica di governatore, sostenuti da quindici liste: due non si presentano però in tutte e tredici le circoscrizioni in cui è suddivisa la Toscana. Se nessuno raggiungerà almeno il 40 per cento dei voti si andrà tra due settimane al ballottaggio: un’eventualità che nessuna delle legge elettorali delle altre regioni contempla.

Sul podio, uniche altre città con più di centomila elettori, ci sono anche Livorno (136.899) e Prato (133.899). Tra le province invece, dopo la città metropolitana fiorentina, il primato per numero di elettori va a Lucca (344.537), seguita da Pisa (335.637), Livorno (280.479), Arezzo (270.581) e Pistoia (237.945). Le province con meno elettori sono Siena (208.547), Prato (182.755), Grosseto (177.332) e Massa-Carrara (171.462). Tra i 273 comuni toscani – sei in meno rispetto a cinque anni fa, per le fusioni che ci sono state – il primato dei meno popolati e con meno elettori va a Sasseta in provincia di Livorno (370 elettori), che scavalca rispetto a cinque anni fa Capraia Isola (388 iscritti), sempre nel livornese. Terzultimo è Montemignaio (489) in provincia di Arezzo. Tutti comuni con una sola sezione elettorale, come Orciano Pisano, Fosciandora, Ortigiano Raggiolo, Chitignano, Careggine, Guardastallo e Casale Marittimo.

I candidati

Sfida a sette come cinque anni fa per la presidenza della Regione, ma con una diversa geometria nelle coalizioni: il centrodestra corre stavolta infatti compatto. Il 20 e 21 settembre i toscani saranno chiamati alle urne per eleggere alla guida della Regione il successore di Enrico Rossi, che dopo due mandati consecutivo non può per legge ripresentarsi e sette, come le coalizioni, sono per l’appunto i candidati: quindici invece le liste che le compongono, cinque in più rispetto al 2015. Ci sarebbe stato anche un ottavo candidato, Roberto Salvini con “Patto per la Toscana”, escluso per  via di un simbolo troppo simile a quello della Lega che prima la commissione elettorale e poi il Tar e in ultimo il Consiglio di Stato hanno giudicato che potesse confondere l’elettore.

In corsa per governare la Toscana rimangono dunque, in rigoroso ordine alfabetico, Marco Barzanti sostenuto dalla lista “Partito Comunista Italiano”, Salvatore Catello sostenuto da “Partito comunista”, Susanna Ceccardi sostenuta dalle liste “Toscana civica per il cambiamento”, “Forza Italia – Udc”, “Fratelli d’Italia”, “Lega Salvini Premier”, Tommaso Fattori  sostenuto dalla lista “Toscana a sinistra”, Irene Galletti sostenuta dalla lista “Movimento 5 stelle”, Eugenio Giani sostenuto dalle liste “Sinistra Civica ecologista”, “Partito Democratico”, “Svolta!”, “Europa verde progressista civica”, “Italia viva – Più Europa”, “Orgoglio Toscana” e Tiziana Vigni sostenuta dalla lista “Movimento 3V Libertà di scelta”.

Assieme ai candidati presidenti, sulla scheda elettorale i toscani troveranno gli aspiranti consiglieri. Sono tredici le circoscrizioni in cui è stata suddivisa la Toscana – una per provincia quattro nella città metropolitana fiorentina – e il numero dei candidati (e delle liste) varia a seconda della circoscrizione. La legge toscana prevede che in ognuna sia eletto almeno un consigliere. Si possono esprimere fino a due preferenze all’interno di una stessa lista, ma devono essere donna e uomo o viceversa. In assenza di alternanza di genere la seconda preferenza sarà annullata.

Se chi entrerà in Consiglio regionale sarà successivamente nominato assessore, dovrà dimettersi e subentrerà il primo dei non eletti.

Assieme al presidente della Regione, i toscani eleggeranno anche i consiglieri che andranno a comporre la futura assemblea regionale: quaranta in tutto (quarantuno con il presidente della giunta che ne fa parte integrante), lo stesso numero del 2015, quindici in meno rispetto al 2010 e ben venticinque in meno rispetto al 2005. Per la coalizione vincente è previsto un premio di maggioranza, variabile: su quaranta seggi, non potrà averne meno di 23 (ma non più di 26).

Soglia di sbarramento
Potranno sperare di avere un rappresentante in consiglio regionale solo le liste che raccolgono più del 5% dei consensi in tutta la regione o, se parte di una coalizione e la stessa ha superato il 10 per cento,  se  hanno raccolto più del 3 per cento del consenso elettorale.  Il calcolo della soglia si effettua sul totale dei voti validi alle liste e non su quello ai candidati presidenti.

Premio di maggioranza
Se il presidente eletto ottiene più del 45% dei voti, la coalizione che lo sostiene avrà diritto ad almeno  24 seggi (il 60 per cento dei quaranta in palio) ma non potrà andare oltre 26. Se il presidente eletto raccoglie tra il 40% e il 45% dei voti, la coalizione che lo sostiene avrà diritto da 23 a 26 seggi: se non li ha raccolti con i voti, le saranno assegnati con il premio di maggioranza. Se nessun candidato ottiene almeno il 40 per cento al primo turno (e si andrà al ballottaggio), 23 saranno i seggi assegnati alla coalizione del candidato vincente. In questo modo il presidente eletto potrà sempre contare su una maggioranza sufficiente per governare.

Almeno 14 seggi per la minoranza
La legge toscana garantisce in ogni caso anche l’opposizione: alle minoranze sono riservate complessivamente almeno 14 seggi. Per questo nel caso una coalizione raccolga più del 65 per cento dei consensi, i consiglieri assegnati non potranno essere più di 26.

Un consigliere (almeno) per ogni circoscrizione
C’è un ulteriore paletto. Ognuna delle tredici circoscrizioni ha diritto a vedere eletto nel futuro Consiglio regionale almeno un consigliere, in modo da essere rappresentata.

Toscani chiamati alle urne per eleggere presidente e consiglieri regionali. Si voterà domenica 20 settembre dalle 7 alle 23  ma anche lunedì 21 dalle 7 alle 15. Due giorni come nel 2010 e uno in più dunque rispetto al 2015, per evitare assembramenti visto il perdurare dell’emergenza sanitaria Covid. Lo scrutinio si svolgerà nel pomeriggio del lunedì.

Nelle sezioni elettorali – 3.936 in tutta la Toscana, 71 in meno rispetto al 2015 – presidenti, segretari e scrutatori, che sono oltre 23.600, saranno comunque al lavoro fin da sabato, per autenticare le schede e attrezzare i seggi. Dove si vota per le comunali proseguiranno lo spoglio martedì.

A votare occorrerà presentarsi con un documento di identità e la tessera elettorale. Se smarrita, un duplicato può essere richiesto in Comune. Gli uffici elettorali di ciascun comune saranno per questo aperti anche domenica. Sarà naturalmente necessario presentarsi nella sezione elettorale protetti da una mascherina. Sono complessivamente 2 milioni e 985 mila gli elettori chiamati al voto (626 in meno rispetto a cinque anni fa): 1 milione e 438.038 maschi e 1 milione e 547.077 donne. Il dato è quello rilevato il 5 settembre, ultima revisione quindici giorni prima delle consultazioni elettorali.

Una scheda ma due voti
Ci sarà una sola scheda, di colore arancione, ma due sono i voti: uno per il presidente, l’altro per una delle liste e dunque per la composizione della futura assemblea regionale. Due voti che possono essere anche disgiunti, come già si poteva fare dal 2010.

Sulla scheda i simboli sono incolonnati sulla sinistra e, a fianco, è indicato il candidato presidente collegato, il cui nome, in caso di coalizione, si trova all’interno di un rettangolo ampio corrispondente alle liste che lo sostengono. Accanto ad ogni simbolo si trova sulla scheda l’elenco dei candidati consiglieri della circoscrizione con una casella a fianco da contrassegnare per indicare la preferenza.  Di circoscrizioni ce ne sono tredici in tutta la Toscana: quattro per la città metropolitana fiorentina e una  per ciascuna altra provincia.

Foto: Eugenio Giani e Susanna Ceccardi

 

 

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