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Tre mostre e il Muro Occidentale di Mauri in ricordo della Shoah Breaking news, Cultura

Firenze – Il nuovo anno è stato l’occasione per fare nuove scelte nella programmazione delle esibizioni al Museo Novecento

Artisti più internazionali e uno spazio maggiore ai giovani emergenti. Così dal 24 gennaio al 30 aprile 2020 sarà un grande italiano, Fabio Mauri, e due giovani, Elena Mazzi ed Emanuele Becheri, gli artisti presenti nella sede dell’arte contemporanea a Firenze. Ognuno con il proprio linguaggio e le differenze generazionali.

La coincidenza del Giorno della Memoria ha inoltre ampliato la proposta artistica con un’installazione, “Chinese Whispers”, ispirata a un verso di Giuseppe Ungaretti che recita Cerco un paese innocente, di Simona Andrioletti e Riccardo Rudi, all’interno del loggiato del Museo Novecento, dal 23 al 27 gennaio, e una storica installazione di Fabio Mauri, “Il Muro Occidentale o del Pianto”, allestita nella Sala dei Gigli del Museo di Palazzo Vecchio e visibile fino al 23 febbraio. Sempre di Mauri, al Museo Novecento, sarà riproposta la performance “Ebrea” in tre occasioni, il 23, 24 e 27 gennaio con ingresso libero fino a esaurimento posti. 

Il 27 gennaio, nel Giorno della Memoria, il Museo Novecento sarà a ingresso gratuito per l’intera giornata. 

Le tre mostre presentano una monografica dedicata all’artista Fabio MauriSolo”, a cura di Sergio Risaliti e Giovanni Iovane. Mauri scomparso nel 2009, ha fatto una lunga ricerca sui percorsi delle ideologie e le loro ripercussioni nella società. All’interno della mostra sono presenti i lavori “Schermi” degli anni Cinquanta, “Apocalisse” degli anni Ottanta, “Dramophone”, quadri dove sono disegnati dei dischi incisi e il Comò-disegno del 1990, una composizione di oggetti vari. 
Invece la giovane italiana Elena Mazzi presenta alcuni lavori di respiro internazionale, come “Duel”, un viaggio con tante possibilità. La sua arte in “Atlante Energetico” racconta il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, le emergenze ecologiche e le problematiche sociali attraverso delle serigrafie e una serie di sacchi contenenti diversi tipi di riso, mentre in “En route to the South” dei telai per api riportano le mappe di alcune città europee.

Emanuele Becheri propone quasi cento opere di scultura, dove la sua capacità espressiva riesce a dare vita a figure appena accennate attraverso  pezzi di creta ammassati. Un’abilità unica che raccoglie la tradizione del Medardo Rosso per costruire un proprio, originale messaggio. I disegni sono caratterizzati da un lungo lavoro realizzati con la bava di chiocciole lasciate strisciare su grandi carte nere da fondale fotografico.

 “Il Museo Novecento si conferma polo centrale dell’arte contemporanea – ha detto Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze – grazie a un calendario costante di nuove mostre temporanee e a nuove e potenti installazioni tematiche è riuscito a costruirsi un ruolo di primo piano nel panorama museale cittadino, ruolo confortato anche da numeri sempre crescenti”.

Fabio Mauri
Il Muro Occidentale o del Pianto, 1993
Valigie, borse, casse, involucri in cuoio, tela e legno
(cm. 400x400x60)
© Opera: Fabio Mauri con citazione di parte di fotografia “Ebrea”, 1971 di Elisabetta Catalano relativa all’opera di Fabio Mauri “Ebrea”
XLV Biennale di Venezia
foto: Graziano Arici
Courtesy the Estate of Fabio Mauri and Hauser & Wirth

 

  

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