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Trecento candidati per 12 posti di aspirante pizzaiolo Società

Quasi trecento candidati per 12 posti. Non di lavoro, ma di formazione professionale. Si è dovuto ricorrere al Palazzo delle Esposizioni di Empoli per ospitare il prossimo 19 febbraio le selezioni per il corso di formazione professionale per pizzaiolo/panificatore gestito dall’Asev e finanziato dall’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa con le risorse del Fse e della Regione Toscana. 
Sono infatti ben 291 le persone in cerca di lavoro che si sono iscritte al corso per 12 posti disponibili, provenienti in larga misura dall’Unione dei Comuni ma anche dalle Province limitrofe (ben il 27%), con un’età che va dai 20 anni ai 50 e oltre, con la licenza della scuola dell’obbligo ma anche diplomati e perfino alcuni laureati. 

Il corso, della durata di 500 ore di cui 150 di stage in azienda, consentirà ai partecipanti di essere in grado di eseguire e controllare il processo di lavorazione che porta alla realizzazione del pane e della pizza, sia con lavorazioni manuali che tramite l’utilizzo di macchinari e strumentazioni e rilascerà con il superamento dell’esame finale una certificazione di competenze riconosciuta a livello regionale. 
Ma questo numero così elevato di iscrizioni non è un caso isolato, ma la manifestazione più evidente di una crescita esponenziale della domanda di formazione in un momento di crisi come questo. Altri 2 corsi ad esempio, sempre gestiti dall’Asev, per modellista abbigliamento di 900 ore e per addetto amministrativo di 600 ore hanno registrato rispettivamente 101 e 120 iscritti per 12 posti disponibili ognuno, mentre altri per i quali le iscrizioni sono ancora aperte nel settore della meccanica, del giardinaggio, dell’informatica contano già decine di adesioni. 

"L'enorme numero di candidati per i corsi di formazione – spiega Giovanni Occhipinti, sindaco di Castelfiorentino e delegato del Circondario Empolese Valdelsa – segnala il perdurare di una situazione critica nel mercato del lavoro, segnala anche che il persistere delle difficoltà sta riorientando le scelte professionali verso impieghi da un po' di tempo trascurati ma con un buon potenziale di assorbimento occupazionale. Ci dice inoltre che la decisione di utilizzare le risorse comunitarie per finanziare interventi formativi nel settore alimentare e della ristorazione incontra le attuali preferenze delle persone, anche se purtroppo è in grado di soddisfarne solo una piccola frazione".
"E qui – prosegue Occhipinti – sta il paradosso cui deve sottostare la nostra Amministrazione, che responsabilmente e diligentemente ha destinato nei tempi previsti tutti i fondi del periodo di programmazione 2007-2013, pari a quasi 15 milioni di euro, e adesso non può spendere altri soldi per intercettare questa grande richiesta di formazione, almeno fino a quando l'Unione Europea non avrà approvato il bilancio 2014-2020, avviando le procedure che porteranno alla distribuzione dei nuovi stanziamenti agli Stati membri, alle Regioni e agli Enti locali come il nostro".

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