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Trial Version fa rivivere gli spazi in disuso Cultura

Einstein, inconsapevolmente, descriveva i tempi a cui deve far fronte questa generazione che fa del reinventare, oltre ad un’etica sociale, un’esigenza.
Trial Version si inserisce perfettamente in questo contesto. E’ un progetto urbano che nasce a Firenze e ha l’obiettivo di riattivare spazi architettonici della città caduti in disuso, convertendoli per un breve periodo in luoghi espositivi a disposizione di un giovane artista. L’idea è  brillante e necessaria in una città come Firenze che vive d’arte ma che fatica a rinnovarsi a causa del suo pesante passato. Trial Version è partito il 15 settembre con la mostra “Tu nello spazio sei il parametro, il limite massimo,la fine della mia corsa” di Clio Casadei che durerà fino al 2 ottobre in via osteria del guanto 10 (da giovedì a domenica 17:30 – 20:00).
Trial Version vuole considerarsi un contenitore mobile che trasforma periodicamente luoghi comuni – come appartamenti, negozi, magazzini e garage – in veri e propri atelier di giovani artisti invitati a presentare qui il loro lavoro.
L’ambizioso progetto si basa su tre parole: cooperazione, autonomia e nomadismo  Essendo un progetto totalmente autofinanziato, che si basa anche sulla collaborazione attiva dei cittadini la cooperazione è d’obbligo: dalla concessione  degli spazi  all’offerta dei servizi, tutto è fatto per riconsiderare criticamente  lo spazio urbano, al fine di valorizzarlo e viverlo sotto nuovi aspetti. Una volta invitato, l’artista avrà completa autonomia per presentare al meglio il proprio lavoro rapportandosi con lo spazio a sua disposizione.I luoghi prescelti sono provvisori e permettono di instaurare un dialogo con il contesto urbano e sociale in cui il Trial Version si colloca, rivalutando la città attraverso un nuovo modo di conoscere l’arte.
E’ per questo motivo che il nomadismo non è un’esigenza ma una parte integrante del progetto, che vuole, in questo modo, evitare la stagnazione dovuta alla ripetitività del luogo d’esposizione.
Tutte le informazioni relative alla mostra in questione e alle successive si trovano sul sito www.trialversionproject.com

 

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