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Tribunale Lucca respinge ricorso di Antonini Cronaca

Desta una forte eco la notizia che il giudice del Tribunale di Lucca, Luigi Nannipieri, ha respinto il ricorso contro la decisione delle Ferrovie dello Stato di licenziare il tecnico Riccardo Antonini. Antonini è stato tecnico di parte dei parenti delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

"La “colpa” di Antonini è di essersi sempre battuto strenuamente per difendere la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori nelle ferrovie italiane – si legge in una nota diffusa dal Comitato No Tunnel Tav  e dai gruppi costituenti “Spazi Liberati” – una distorta visione aziendalista dei vertici delle FS (in primo luogo l'AD Mauro Moretti) sta stravolgendo completamente la missione delle Ferrovie dello Stato che, da gestore dell'esercizio di un servizio pubblico fondamentale come il trasporto, si stanno sempre più trasformando in struttura al servizio di un sistema economico e politico che vede solo nelle grandi opere garanzia dei propri profitti. Governo e vertici delle FS dovrebbero sempre ricordare che le ferrovie sono un patrimonio degli Italiani, realizzate con il lavoro e le risorse di tutti. Riccardo Antonini, il ferroviere di Viareggio, ha sempre avuto, nei suoi comportamenti e dichiarazioni, il fine di garantire alla collettività un trasporto pubblico decente e sicuro. Il licenziamento prima e la mancata riassunzione adesso di Antonini sono una brutta ferita per tutti. I comitati toscani sono comunque sicuri che le ragioni alte di Riccardo saranno riconosciute nei gradi successivi di giudizio".

Amareggiato e deluso si dichiara anche il consigliere regionale di Sel Mauro Romanelli, che seguì con passione la vicenda: "La sentenza che conferma il licenziamento di Riccardo Antonini da parte di Ferrovie, maturato dopo che lo stesso Antonini, delegato sindacale, viareggino, aveva appoggiato le famiglie delle vittime della tragedia di Viareggio, mi lascia turbato e amareggiato” dichiara il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

“Passa il concetto che la difesa della vita umana, la sicurezza e la legalità, sono subordinate al dovere di "fedeltà aziendale", che Ferrovie dello Stato lamenta essere venuta a mancare da parte di Antonini, nel momento in cui egli si è schierato con quelli che evidentemente sono percepiti come avversari, ovvero i congiunti di chi ha perso la vita – si legge nel comunicato –  se passano principi come questi mi domando verso quale tipo di civiltà ci andiamo incamminando”.

“Ricordo che le vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 sono state ben trentadue – continua la nota di Romanelli –  così come ogni anno sui binari delle ferrovie italiane muore un lavoratore ogni due mesi per la mancanza di una vera cultura della sicurezza sul posto di lavoro”. 
“Sulla vicenda giudiziaria di Antonini presentai anche un’interrogazione in Regione e la stessa Giunta auspicò nel rispondere in aula che RFI rivedesse la sua posizione. Evidentemente tutto questo servì a poco”.

“Dopo che anche la Commissione Ministeriale ha confermato la responsabilità delle ferrovie per la foratura della cisterna, è un obbligo morale che RFI riprenda a investire in sicurezza e manutenzione, dia un contributo leale per far luce sui motivi della strage e la smetta di licenziare quei lavoratori coraggiosi, come Antonini e in passato Dante De Angelis, che, con la loro esperienza sul campo, vogliono contribuire a rendere i trasporti su ferro sicuri per tutti” conclude il consigliere regionale di Sel.

Foto: http://it.wikipedia.org/

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