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Trionfo di vini a Terre di Toscana 2012 Turismo

Se c’è un motivo per cui Terre di Toscana, è diventata così interessante è perché riesce immancabilmente a rappresentare con le migliori espressioni enoiche tutti i territori, quelli “antichi” e quelli emergenti, sapendone cogliere le tendenze più interessanti e stimolanti. A confermare questo dato (quest’anno in modo particolarmente eclatante) non è solo la lista dei produttori che saranno presenti (obiettivamente eccitante), ma soprattutto quella delle etichette che saranno in degustazione: un mosaico prezioso che combina le grandi potenzialità, e le grandi certezze, di Doc (e Docg) con le tante sfaccettature dei “piccoli” territori, portati alla ribalta grazie alla intelligenza visionaria e alla bravura dei loro vignaioli.

Iniziamo con i “grandi” numeri: oltre 60 Chianti Classico provenienti da tutti i migliori terroir: San Casciano, Radda, Castellina, Lamole, Panzano, Gaiole, Greve, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga…. Oltre 30 Brunello di Montalcino, molti dei quali della promettentissima annata 2007, e molti interessantissimi Rosso di Montalcino da assaggiare. Ampie rappresentanze, marcate prepotentemente sangiovese, saranno fornite dalle etichette di Montepulciano (Rosso e Nobile) e Maremma (Montecucco e Morellino). Poi ci saranno i gran bei vini del territorio toscano dalla declinazione più “internazionale”, quali i Bolgheri e i vertici della produzione di Carmignano. Ovviamente, in fitta schiera, le più emblematiche etichette d’autore, quelle che più di altre hanno fatto grande la Toscana del vino. E lì c’è davvero di che sbizzarrirsi.
Già questo potrebbe bastare per impegnare strenuamente anche i più appassionati, ma a Terre di Toscana 2012 si andrà oltre, con tante chicche interessantissime: dai Pinot Nero della Garfagnana e del Mugello ai Syrah della zona di Cortona (sempre più la nostra Côte du Rhone) per arrivare ai Ciliegiolo dei Colli meridionali, territori questi che saranno rappresentati in modo decisamente più corposo e con una concentrazione qualitativa impressionante.

Saremo a marzo, le temperature magari già dolci faranno andare la mente alla vicina primavera, o addirittura all’estate. Insomma, i bianchi non dovranno mancare, e non mancheranno: la Vernaccia di San Gimignano, il più blasonato per l’antichità della sua Doc; i freschi e profumati vini della terra lucchese, dei Colli di Luni e del massese, i suadenti Vermentino della costa, dal bolgherese alla Val di Cornia, giù giù fino alla Maremma. Ma anche qualche grande classico da uve chardonnay, sauvignon, viogner…
E non mancheranno le bollicine, “classicamente” blanc des noirs o blanc des blancs, magari da uve trebbiano chissà, o sangiovese; né mancheranno i Rosati, a sottolineare una tendenza diffusa che verte decisamente a una loro riscoperta.

Alessandra Signorini

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