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Trivelle geotermiche, da Meetup Arcidosso 5S uno stop al governo amico Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Parte dalla Toscana, ma vede uniti nel sostegno al comunicato dei Meetup 5 Stelle anche i cittadini e le associazioni del territorio  del Lazio, Lombardia e Sicilia, la nuova petizione contro le trivelle geotermiche. A lanciarla, è il Meetup 5 Stelle Arcidosso (Grosseto), sostenuto dalle associazioni e comitati di cittadini che da anni ormai lottano contro il geotermico.  Già a settembre era stato diffuso, dai Meetup 5 Stelle congiunti di Lazio, Toscana, Lombardia e Sicilia, un  comunicato contrario all’ipotesi della trivellazione “profonda” che investe sia pezzi incontaminati di territorio toscano, sia anche altre regioni come Lazio, Sicilia, Lombardia e Sardegna. L’ormai prossima approvazione, da parte del ministero dello sviluppo economico, di un decreto legge che assegnerà somme molto consistenti (nella petizione di parla di miliardi di euro)  alle cosiddette “trivelle geotermiche”,  ha provocato la nuova iniziativa del Meetup 5 Stelle Arcidosso. Una petizione on line che, ad ora, è giunta a 724 firme.

I soldi saranno assegnati sotto forma di incentivi economici, che derivano, come spiega la nota, “da quanto i cittadini pagano nella bolletta elettrica sotto la voce “oneri rinnovabile”. Questo tipo di trivellazioni profonde di 3-7 Km- continua il testo della petizione –  metteranno in pericolo falde acquifere potabili, equilibrio idrogeologico, aumento dei terremoti indotti, immetteranno in atmosfera tonnellate all’anno di sostanze tossiche e velenose come Idrogeno Solforato, Mercurio, Metano, Ammoniaca e CO2″.

La critica al nuovo decreto è sostanzialmente la rilevazione della “continuità politica a livello statale” circa la questione della trivellazione geotermica. “Il Nuovo decreto si sovrappone quasi perfettamente con il vecchio decreto Calenda (PD), in piena continuità politica a livello statale – si legge nel testo della petizione. Inoltre, si mette l’accento anche sul fatto che “anche i nuovi piani energetici regionali del Lazio e della Toscana prevedono un dilagare delle trivellazioni geotermiche profonde: saranno alcune centinaia, con una particolare e davvero preoccupante concentrazione nel Lazio, in Toscana, in Campania, in Sicilia e in Sardegna, interi territori abitati da decine di migliaia di persone”.

Ad oggi, dal testo della bozza circolante “si evince che il decreto promuove incentivi per miliardi di euro, ad una manciata di multinazionali lobbistiche energetiche che pagheremo in bolletta, gli incentivi hanno validità venticinquennale (un quarto di secolo) e introducono tariffe premio per gli impianti geotermici “flash”, quelli, per capirci, responsabili della disastrosa emergenza ambientale e sanitaria sull’Amiata”.

I veri problemi di questa tecnologia, come sottolineano i cittadini, stanno nell’impatto disastroso su alcuni dei territori più belli d’Italia, impatto definito molto più pesante delle famose trivelle-off shore, vale a dire quelle in mare, per cui già gli italiani, nel 2016, si espressero negativamente.  

“L’uso di trivelle geotermiche profonde è una forma di sfruttamento energetico assolutamente incauta, pericolosa e distruttiva per il territorio italiano sotto ogni aspetto, ivi inclusi i pericoli per le attività agroalimentari, turistiche e per la salute stessa della popolazione – conclude la petizione –  E’ una falsa rinnovabile, infatti oltre ad emettere più CO2 di una moderna centrale turbo -gas, dopo 7-10 anni i pozzi produttivi si esauriscono e bisogna ri-trivellare andando più in profondità, riducendo i terreni a groviera e spesso collassano per il fenomeno della subsidenza”.

E, se il decreto legge andrà avanti, Meetup 5 Stelle e cittadini “minacciano” l’indizione di un nuovo referendum. 

Sulla questione giunge una dichiarazione del consigliere regionale 5 Stelle Giacomo Giannarelli, che fa il punto, distinguendo fra “bassa e media entalpia” a zero emissioni, “e legata al consenso delle popolazioni che ospitano gli impianti”, e “nuove centrali ad alta entalpia”. 

“Occorre indirizzare gli sforzi – spiega ancora il consigliere – sul risparmio energetico e sul mix di fonti rinnovabili come il fotovoltaico, l’eolico e le pompe di calore. Il tutto senza dimenticare i sistemi di accumulo che offrirebbero grandi benefici alla nostra rete elettrica. Questa è da sempre la posizione del Movimento 5 Stelle. a tal riguardo abbiamo di recente protocollato una proposta di legge regionale che prevede una moratoria per i nuovi grandi impianti ad alta entalpia, maggiori risorse economiche per la Toscana e i comuni grazie a un innalzamento degli oneri dovuti alle società che sfruttano la geotermia e un adeguamento impiantistico finalizzato alla riduzione delle emissioni, così da arrivare al progressivo superamento delle grandi centrali oggi in essere”. 

 

 

 

 

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