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Troppa informazione, giornalisti condannati alla fretta Società

“La vostra responsabilità è grande, riempite il silenzio con una apertura recettiva alla verità delle cose”. Questa l’esortazione del vescovo di Prato Gastone Simoni, delegato dei Vescovi Toscani per le Comunicazioni Sociali,  ai giornalisti e agli operatori della comunicazione nel giorno del loro patrono, San Francesco di Sales.  “Nel mondo di oggi – si è chiesto in maniera provocatoria- c’è più bisogno dei giornali o del silenzio?”. Ne è nato uno scambio di opinioni nel quale i giornalisti presenti hanno riconosciuto l’importanza dell’ascolto, “l’altra faccia del silenzio”, necessario prima di parlare o scrivere notizie. “C’è bisogno di una comunicazione accorta, attenta e super partes –  ha osservato qualcuno – l’opera dei mass media serve a portare i fatti alla luce del sole, tocca poi al lettore saper scegliere dove andare a cercare le notizie”. “Siete condannati alla fretta, lo so – ha detto il vescovo – sempre di corsa da un posto a un altro e con i tempi stretti al momento della stesura dei pezzi ma ricordatevi anche che quello che scrivete non si cancella ed è destinato a rimanere. Viviamo  – ha concluso – in un epoca dove le comunicazioni sono sovrabbondanti ma nonostante ciò, riusciamo veramente a sapere come stanno le cose? Questo è il vostro compito: servire il bene comune favorendo informazioni e riflessioni attraverso la parola”. Concetti riprese anche da Benedetto XVI, che mette “in guardia contro gli eccessi auspicando un ecosistema che riequilibri le derive di un'informazione caotica”, nel messaggio papale per la 46ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che verrà celebrata a maggio.

Foto: il vescovo di Prato Gastone Simoni con un gruppo di profughi

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