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Troppe tasse e contributi schiacciano i consumi Cronaca

Cosa rimane dello stipendio in tasca agli italiani? Domanda legittima, soprattutto a fronte della batosta che le famiglie subiscono a cavallo di questi due mesi terribili, aprile e maggio, in cui la luce è aumentata di quasi il 10% e il gas dell'1,8%. Cosa rimane dunque, tolte le bollette, per la spesa alimentare, le spese scolastiche, i vestiti, le scarpe, il cappotto, magari un piccolo computer per i figli?
Cominciamo dai dati emersi da una ricerca della CgiaMestre sugli stipendi e l'impatto di fisco e contributi previdenziali . E cominciamo male: secondo i risultati della Cgia, un operaio occupato nell'industria con uno stipendio lordo di 1672 euro arriva a percepire una retribuzione netta di 1226 euro. E un impiegato? Facendo il caso di un impiegato che lavora in un'azienda industriale con stipendio netto mensile di 1620 euro, la retribuzione lorda sarà di 2.132 euro. Perchè?

Ripartendo dallo stipendio dell'operaio, a suo carico sono trattenuti dalla busta paga 159 euro di contributi Inps e 287 euro di Irpef e addizionali. Questo per quanto riguarda i prelievi dovuti dal lavoratore, che dunque dà di suo 448 euro. Per quanto riguarda i soldi dovuti dall'azienda, vengono prelevati 531 euro di contributi Inps più 37 euro di Irap, pari a 568 euro. A conti fatti, all'azienda l'operaio costa 2241 euro.

Torniamo ora all'ipotetico impiegato di un'azienda industriale, quello che porta a casa, "puliti", 1620 euro al mese. Dalla retribuzione lorda di 2312 euro al mese, vegnono tolti: a suo carico, 219 euro per l'Inps, più 472 euro di Irpef e addizionali, per un totale di 691 euro. L'azienda, a sua volta, "paga" per il suo dipendente 683 euro di contributi Inps più 54 euro di Irap. Totale: 1429 euro di prelievo complessivo. Quanto costa l'impiegato all'azienda? Ben 3050 euro. I calcoli riportati sono stati fatti dalla Cgia di Mestre, che non ha considerato il trattamento di fine rapporto.

Ritorniamo al nostro operaio che porta a casa 1220 euro mensili. Su questo "tesoretto" (concediamoci un po' di amara ironia) incombono le spese "dovute", vale a dire quelle essenziali: acqua, gas e luce. Le ultime due voci peseranno per circa 70 euro in più sul budget famigliare, come abbiamo visto. Per  l'acqua, nelle more del risultato referendario ancora non applicato (che toglieva la possibilità di fare utili alle aziende) si applicheranno le tariffe locali; poi, vanno aggiunte le tariffe comunali (la famigerata Imu, per fare un esempio), che fanno lievitare i costi "dovuti" quelli non eliminabili, a circa 1000 euro a famiglia.

Ma non basta. Secondo la ricerca delle associaizoni dei consumatori, rifacendo i calcoli dopo l'adeguamento dell'Authotity dell'Energia sulla luce, e comprendendo una serie di voci generali come il rialzo di benzina, tariffe energetiche, alimentari, Iva, servizi bancari, trasporto pubblico locale e Imu, gli aumenti in arrivo per il 2012 saranno pari a 2021 euro a famiglia.
Le sorprese poi non sono ancora esaurite: l'aliquota di base dell'Irpef regionale è aumentata, con il governo Monti, dello 0,33%, passando all'1,23% in tutte le Regioni. Ragionando per grandi numeri, dei 206miliardi di manovra correttiva prevista per il 2012-2014, oltre il 70% è affidata alla voce "fisco".
Il nostro operaio dovrà fare fronte a tutto ciò con i suoi bravi 1220 euro mensili. Puliti. Che per l'azienda sono 2241, come abbiamo visto attraverso il calcolo della Cgia Mestre. Con buona pace di sviluppo e consumi

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