energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Renzi al 52% in Toscana, terremoto nel Pd Politica

Day After nel centro sinistra. Gioisce il sindaco di Firenze: quel dato ballerino (35,5% per Stumpo, 38,8% di preferenze per lo staff renziano)  lo lancia tuttavia al ballottaggio contro Bersani e galvanizza lui e i suoi, intenti, come ha dichiarato ieri sera, a studiare la strategia per arrivare alla vittoria, dopo il premio della critica (riferimento a Sanremo, magnifico colpo di genio).
In seconda battuta, Renzi comincia a chiamare per nome i suoi veri avversari e lo fa a muso duro, chiamando in causa la Cgil di Susanna Camusso ad esempio.  E  plaudendo se' stesso e i suoi "boys" per il risultato, ricorda che è stato conquistato   anche "contro tutto lo stato dirigente del Pd".

Quasi lacrime poi, per la commozione che il primo cittadino di Firenze sente toccando con mano l'amore della sua città: "Quello che mi fa piacere è che dicevano che la Toscana e Firenze ci avrebbero respinto e invece i dati dicono che la gente ha apprezzato il lavoro di questi tre anni in un modo che sinceramente mi commuove". Apprezzato è dir poco: 52% a Firenze, oltre 53% in Provincia provocherebbe, se confermato,  un vero tsunami nel partito toscano che vedrebbe messe in discussione logiche che si rienevano ormai consolidate.  Insomma, Firenze e la Toscana non potranno più essere come prima, almeno per quanto riguarda il Pd. Rivolta, attraverso il voto a Renzi, contro un establishment giudicato chiuso e soffocante dai suoi stessi elettori?

C'è anche il veleno dei dati, quelli ufficiali diramati dal Pd saranno veri o falsi? "Pensiamo – dice Nicola Danti, del Comitato nazionale di Matteo Renzi (ovviamente dopo aver ringraziato Stumpo e tutti gli altri per il difficle lavoro svolto) – che ci sia un solo modo per fugare i dubbi: che Nico Stumpo pubblichi online sul sito tutti i verbali dei nove mila seggi. Aggregare i dati su base provinciale come ha fatto Nico Stumpo e' molto discutibile. A solo titolo di esempio, dove evidentemente qualcosa non torna, citiamo i casi di Asti, Bolzano e Belluno. Per noi comunque essere a meno 5 o meno 9 da Bersani non cambia niente. Come ha detto ieri sera Matteo Renzi, al ballottaggio si parte da zero a zero. Ma – conclude Danti – per rispetto di chi ha fatto ore di coda è giusto dare i dati veri e chiari". A Danti infatti la forbice risulta solo del 5%. A Stumpo del 9%.
Per quanto riguarda il rush finale, da oggi si riparte "pancia a terra". Questo riguarda soprattutto i fans di Renzi, mentre pare di cogliere un certo scoraggiamento malcelato nei bersaniani di Toscana.

Se infatti Renzi lancia una vera e propria crociata: ''Domani dobbiamo ripartire analizzando i dati dove siamo andati peggio, rimettendo in circolo i nostri comitati, che sono piu' di 500, e i nostri 130 mila volontari web'', ribatte Manciulli, segretario del Pd Toscano:  ''In Toscana ha vinto Matteo Renzi, è evidente e va riconosciuto, ma bisogna anche non drammatizzare questo risultato perchè, alla fine, nel dato nazionale, che è quello che piu' conta, le nostre aspettative per Bersani possono trovare un giusto esito – si consola – per  questo bisogna lavorare da subito perchè la Toscana partecipi alla vittoria di Bersani al ballottaggio. Bisogna riconoscere il risultato che Matteo Renzi ha avuto nella nostra regione e a lui vanno i nostri complimenti. Allo stesso tempo pero' bisogna anche riconoscere che, come e' successo in Puglia per Vendola, c'e' stato per Renzi anche il fattore dell'essere un esponente di questa terra, che ha pesato sul suo risultato in Toscana rispetto ad altrove. Ora saremo di nuovo al lavoro perchè fra 7 giorni c'e' la tornata decisiva e siamo fiduciosi che, se le persone torneranno a votare, Pier Luigi Bersani possa essere il candidato che ci guiderà alle prossime elezioni''.

Strategie renziane? Oltre al solito richiamo al web e alle energie dei suoi entusiasti e volontari sostenitori, il solito occhio di riguardo per gli elettori "delusi" dal centrodestra ci scappa. Gli elettori del centrodestra devono essere dunque ''coinvolti''. ''Credo – ha detto il sindaco di Firenze in diretta su Mattino Cique  – che dovremo stare attenti alle semplificazione ideologiche. Per mesi mi hanno dato di schiavo del potere di destra e poi le regioni in cui siamo andati meglio sono quelle rosse'''. Dunque, nessuna "schiavitù" verso il centrodestra, ma attenzione sì.   ''Bisogna parlare ai delusi del centrodestra, convincerli, coinvolgerli. Hanno avuto il fallimento del governo Berlusconi e ora possono essere coinvolti da noi''.

E puntuale arriva l'apprezzamento di Silvio Berlusconi. Infatti l'ex-premier, che non ha mai creduto nel "ravvedimento" degli ex-comunisti del Pd, ritiene che Matteo Renzi potrebbe essere in grado di trasformare il Pd in una forza socialdemocratica, come esiste "da anni" in Germania e Gran Bretagna. Con ciò mettendo sul sindaco fiorentino di Rignano la sua garanzia: nessun'ombra comunista grava su Renzi.
E così, il sindaco di Firenze si segnala senz'altro per una strana inversione dei ruoli: Camusso (Cgil) contro, Berlusconi per. Anche solo per questo, la partita diventa sempre più interessante per il futuro del centrosinistra.

Questo il risultato finale a Firenze e provincia

Ieri per le primarie del centrosinistra hanno votato a Firenze e provincia, Empolese escluso 131.303 persone, 130.993 le schede valide. Nell’area metropolitana fiorentina Matteo Renzi ha preso 70.057 voti, il 53,48%, Pierluigi Bersani 43.395, ovvero il 33,13%, Nichi Vendola 13,847, il 10,57%, Laura Puppato 3.121, cioè il 2,38% e Bruno Tabacci 434, cioè lo 0,33%.


Solo a Firenze città i votanti sono stati 57.466, per 57.366 voti validi. Matteo Renzi ha preso 29.941 voti, ovvero il 52,19%, Pierluigi Bersani 18.491 voti, cioè il 32,23%, Nichi Vendola 7.060 voti, il 12,31%, Laura Puppato 1.675, il 2,92% e Bruno Tabacci 209, lo 0,36%
.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »