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Tunisia, frammenti di una rivoluzione Spettacoli

Da qui nasce Frammenti di una rivoluzione, un reportage di video-racconti sulla Tunisia che cambia, a cura di Filippo Del Bubba e Alessandro Doranti. Un progetto per il web che adesso, con il nuovo trailer, chiede il supporto della rete attraverso “Produzioni dal basso”, la piattaforma che utilizza il metodo di raccolta fondi e finanziamenti con la formula della sottoscrizione popolare.


“Frammenti di una rivoluzione”, a distanza di un anno dalla rivoluzione, offre uno sguardo che cerca di comparare il fermento politico e sociale degli abitanti della capitale, alla disillusione di chi vive nell'interno. Dà voce a chi, nonostante la fine della dittatura, non vede miglioramenti effettivi e non hai mai smesso di protestare. E in certi casi, non aspetta altro che tempi più miti, per tentare o ritentare la via del mare.

Il reportage è stato pensato in due parti, “dentro” e “fuori” Tunisi.


Dopo l’uscita del trailer, nel primo anniversario della rivoluzione, il 14 gennaio 2012, è stato presentato Wassim, il primo della serie di video-clip. Dai luoghi più significativi della capitale, Wassim, studente di informatica, ha ripercorso i momenti essenziali della rivolta tunisina.

In seguito è uscito Sinistra al voto, il secondo video che racconta la vigilia delle elezioni di fine ottobre e in particolare l’attesa nei bar e nelle sedi dei partiti della disarticolata sinistra tunisina.

La terza clip, Ennahdha, è entrata direttamente nella giornata delle elezioni. Ha raccontato la vittoria del partito islamico, a partire dalla festa alla sede centrale di Tunisi, passando dalle proteste per i presunti brogli sfociate davanti all’ISIE, l’istanza tenuta a vigilare sul corretto svolgimento delle elezioni. La voce di Ajmi Lourimi tra i fondatori e ideologi di spicco di Ennahdha, ha risposto sulle inquietudini di un paese che dopo la rivoluzione sembra arrestare la sua rinascita.

Con questo video si è conclusa la prima parte del reportage, ospitata gratuitamente dal canale youtube di YOUng, un nuovo portale di infotaiment.


In realtà ci sarebbe ancora molto da vedere: il nostro viaggio “fuori Tunisi”.

Un quartiere periferico di Sousse, dove si ammassano in condizioni critiche le persone che arrivano per lavorare nella ricca cittadina della costa; la protesta nelle miniere di Redeyef e Metlaoui, dove i manifestanti conducono dal 2008 una sorta di rivoluzione non efficacemente mediatizzata; gli scioperi e “l’assedio” ai cancelli dello stabilimento Eni di Tazarka e la storia di Semi, giovane disoccupato, che dopo esser stato rimpatriato già tre volte, ci racconta dalla spiaggia di Jebiniana, come prepara l’ennesimo disperato viaggio verso l’Italia.

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