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Tunnel Tav, via libera dalla Regione, è polemica Ambiente

Tunnel Tav, si comincia lo scavo? Risolto dunque il problema delle terre? Tutto a posto, problemi svaniti? Sì, risponde la Regione, che ha approvato due delibere fondamentali per la prosecuzione dei lavori per il sottoattraversamento di Firenze e della stazione Foster dell'Alta Velocità.

“La Regione dà il via libera – ha commentato il presidente Enrico Rossi – all’escavazione della galleria e alla realizzazione della nuova stazione dell’alta velocità. Per noi è importante fare bene e fare presto. La Toscana e Firenze non possono permettersi di perdere questa occasione, né di ritardare la realizzazione di questa infrastruttura fondamentale, che ci conferisce un ruolo di centralità nella mobilità ferroviaria, con tutti i vantaggi economici e culturali che comporta”.

E le terre provenienti dallo scavo? Con quelle, è stata prevista la realizzazione di una collina-schermo nell’ex miniera Enel di Santa Barbara a Cavriglia, mediante il trasferimento in treno di 2.850.000 metri cubi di terra, provenienti dallo scavo della galleria e per la stazione Foster. Ma perchè non ci s'era pensato prima, invece di aspettare tanto? Un perchè c'è, e si chiama DM 161/2012. Il "Regolamento nazionale su terre e rocce" appena entrato in vigore, considera, a determinate condizioni, le tere e le rocce di scavo "sottoprodotti" per realizzare manufatti e non più "rifiuti speciali". Insomma, ciò che prima era rifiuto speciale cessa per legge di esserlo e diventa "sottoprodotto". Vale a dire, prima era "speciale" e bisognoso di particolari trattamenti, e adesso non più. Voilà.

Tornando ai due provvedimenti della Giunta regionale, il primo "esprime un parere favorevole alla Via per il deposito dei materiali di scavo a Santa Barbara – lo dice il comunicarto regionale – Materiali che serviranno per realizzare il progetto di recupero ambientale approvato dal Ministero dell’Ambiente nel 2009, che prevede la realizzazione di una collina-schermo di 1.350.000 metri cubi di terre, provenienti dallo scavo della Foster e per una parte dallo scavo della galleria, che saranno trasportati a Cavriglia in treno. Ciò consentirà di sospendere il trasporto delle terre in discarica come avvenuto finora attraverso i camion usando la viabilità ordinaria". Rimane necessario, per l'avvio operativo di questa prima fase, il pronunciamento del Ministero dell’Ambiente sul “Piano di utilizzo” che ha presentato Italferr.

Il secondo provvedimento esprime "il parere favorevole della Giunta alla Valutazione di impatto ambientale (di competenza del Ministero dell’Ambiente) sul completamento della collina-schermo, dove verranno depositati un altro milione e mezzo di metri cubi di terra provenienti dallo scavo della galleria. In questo caso i tempi sono più lunghi perché serve un ulteriore decreto ministeriale di approvazione della Via".

E il parere favorevole espresso dalla Regione è il risultato non solo delle verifiche effettuate in questi  gli uffici tecnici regionali hanno compiuto in questi mesi, ma anche dall’entrata in vigore del "famoso"  DM 161/2012, “Regolamento nazionale su terre e rocce” che considera, a determinate condizioni, le terre e rocce di scavo come “sottoprodotti” per la realizzazione di manufatti e non più come rifiuti speciali.

Tutto a posto, allora? Neanche per sogno, dicono i cittadini del Comitato No Tunnel Tav.
''La vicenda dei tunnel fiorentini della Tav non è per niente conclusa e, se mai iniziassero, gli scavi sarebbe solo l'inizio di una serie interminabile di problemi per Firenze''. E perchè? ''La cosa che più sconcerta sono le modalità con cui si sono stravolte le regole democratiche imponendo un decreto (161 del 10 agosto 2012) che rinomina quelli che sono rifiuti come 'sottoprodotti', rendendoli utilizzabili per le operazioni ambientali più discutibili – fanno sapere i No Tav in una nota – quello che è andato in vigore il 6 ottobre 2012 è lo stesso decreto che la ex ministra Stefania Prestigiacomo si vide bocciare dalla Commissione europea durante l'ultimo governo Berlusconi. La spada di Damocle su questo progetto è ancora sospesa''.

Dello stesso parere anche il consigliere comunale Ornella De Zordo (capogruppo della lista civica PerUnaltracitta), che accusa Rossi e l'assessore Bramerini di avallare, con la loro firma, "il declassamento ministeriale delle oleose e inquinanti terre di scavo del tunnel, autodeclassandosi, allo stesso tempo, nella vasta categoria dei politici che antepongono gli affari delle imprese al bene comune''. ''Dopo le scelte a favore degli inceneritori, dei rigassificatori, di impianti industriali a biomasse e geotermici – aggiunge – il territorio toscano viene colpito dalla trasformazione in materiale buono per il ripristino ambientale di milioni di tonnellate di rifiuti inquinanti. Oggi si mette fine una volta per tutte alla retorica ambientalista e legalitaria sostenuta dal governo regionale nel giustificare le proprie azioni''.  Insomma, si tratterebbe, per De Zordo, di  "norma ad hoc e il Parco di Cavriglia sosterrà l'inquinamento. L'approvazione delle due delibere è infatti una cosa abnorme, – sostiene –  in grado di garantire profitti per milioni di euro a Fs, Rfi e Nodavia che non dovranno sostenere il costo di smaltimento dei rifiuti inquinanti e che trasformerà di fatto il Parco di Santa Barbara a Cavriglia in un sito inquinato ma perfettamente a norma per la legge scritta ad hoc dal Governo Monti e accolta con favore da Regione Toscana''.

Un altro attacco al via libera della Regione Toscana ai lavori del tunnel che sottoattraverserà Firenze proviene da una nota congiunta di Andrea Calò (Rifondazione Comunsta) e Monica Sgherri (FdS-Verdi) che definiscono "una decisione grave" il semaforo verde della giunta regionale all'escavazione del tunnel.  "A seguito del decreto del Governo che, ignorando tutta la normativa ambientale della Comunità Europea, ha modificato le regole in materia di trattamento delle terre di scavo, la Regione Toscana ha dato il via libera all’escavazione della galleria e alla realizzazione della nuova stazione dell’alta velocità – si legge nella nota – una decisione grave, nell’assoluta indifferenza del principio di precauzione, che avrà pesanti ripercussioni sul territorio di Firenze, perforato da chilometri di scavi sotterranei, e del Valdarno, interessato dal mostruoso e paradossale “ripristino ambientale” previsto nell’ex miniera Enel di Santa Barbara a Cavriglia". 

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