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Turchia: da Firenze e Pisa condanna alle epurazioni nelle Università STAMP - Università

Firenze – Le Università di Firenze e Pisa hanno aderito alla condanna delle misure adottate dal Governo turco nei confronti di docenti della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI). La CRUI ha ripreso la condanna di quanto sta avvenendo nel mondo universitario turco assunta dall’EUA (European University Association).

“Tali misure colpiscono i diritti civili dei singoli e delle collettività. In particolare, vengono mortificate le libertà di ricerca, insegnamento, autogoverno per lunga tradizione proprie delle Università ed essenziali alla loro vita. Già nell’immediato, le misure del Governo turco provocano gravi danni alle collaborazioni oggi attive e stabilite grazie a un lungo percorso ispirato a valori che oggi vengono negati. Questi sviluppi troveranno da parte nostra concrete risposte, per un verso, di condanna degli abusi, per altro verso, di solidarietà alle Comunità universitarie turche: ai docenti, ai ricercatori, agli studenti”, si legge nella denuncia della CRUI alle repressioni seguite al tentativo di colpo di Stato del 15 luglio.

Anche il rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, ed il sindaco del capoluogo toscano, Dario Nardella, hanno  condannato la decisione del Governo Erdogan di costringere alle dimissioni tutti i Rettori delle Università pubbliche e private turche, nonché oltre 15.000 professionisti del sistema educativo.

L’arresto del rettore dell’Università di Ankara, hanno dichiarato Nardella e Dei, è un segnale preoccupante. La repressione delle opposizioni non si configura, infatti, come un modo per garantire la stabilità politica. A sostegno degli universitari turchi, dunque, gli Atenei toscani si sono schierati a sostegno della libertà di ricerca e formazione, valori fondamentali delle democrazie occidentali. Valori che, purtroppo, sembrano ancora troppo lontani dalla vicina Turchia.

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