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Turismo congressuale, un settore da 300 milioni Economia, Turismo

Prato – Trecento milioni di euro. A tanto ammonta oggi il valore aggiunto generato annualmente dal MICE toscano, (Meetings, Incentives, Conferences, and Events), in altre parole il settore congressuale che nei piani della Regione Toscana e dell’agenzia Toscana Promozione sarà uno degli asset strategici della promozione turistica 2016 su cui sarà investito un budget pari 315.000 euro. È questo il messaggio più forte lanciato dal Museo del Tessuto di Prato dove si è tenuto il convegno “Lo stato dell’arte del turismo congressuale in Toscana”, organizzato da Toscana Promozione e Firenze Convention & Visitors Bureau con il patrocinio della Regione Toscana.

“L’occasione di Prato – ha detto l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – ci permette anche di affermare che tutta la Toscana può avere occasioni e spazi da dedicare a questo settore che, certamente, trova grande attrattività in Firenze e nelle città d’arte, ma che, nelle sue dimensioni più ridotte, può essere felicemente accolto in tante altre realtà. Prato è una di queste”.

Sull’importanza di questa scommessa si concentrato l’intervento di Alberto Peruzzini, direttore di Toscana Promozione, che ha sottolineato come, già da quest’anno l’impegno dell’agenzia nella promozione del congressuale aumenterà notevolmente. “Quello del congressuale – ha dichiarato Peruzzini – è un settore strategico della nostra offerta turistica, in grado di generare una ricaduta sul territorio molto significativa. Basti pensare che, mediamente, il turista congressuale ha una capacità di spesa doppia rispetto al turista leisure. Per questo nel 2016 Toscana Promozione, che da quest’anno si occuperà solo di turismo, incrementerà le sua attività a supporto della destinazione congressuale Toscana per un investimento complessivo di 315.000 euro. Da un lato creando un sistema di monitoraggio sull’andamento di questo segmento d’offerta, dall’altro creando materiale promozionale, organizzando press trip e coordinando la presenza toscana nelle principali fiere di settore. E tra gli obiettivi dell’agenzia c’è anche la creazione di un evento b2b che favorisca l’incontro tra gli operatori regionali e il trade internazionale”.

Congressuale, il valore della domanda internazionale

E per crescere è necessario riuscire ad intercettare, in primo luogo, la domanda internazionale, in particolare quella che proviene dalle realtà associative di settore che, in media, garantiscono una durata maggiore degli eventi e quindi una ricaduta sul territorio più incisiva. Basti pensare che l’impatto medio di un delegato che partecipa ad un congresso internazionale è stato stimato attorno ai 674.90 euro. Sempre in termini di ricaduta una sede congressuale ha, inoltre, un effetto moltiplicatore sulla destinazione: oltre il 70% del fatturato generato da un evento congressuale, infatti, è a beneficio di strutture ricettive, ristorative e trasporti. “Perché si ottengano dei risultati apprezzabili – ha concluso Gabriella Gentile – servono strategie, governance e una stretta collaborazione tra pubblico e operatori privati”. E’ questa è la direzione che ha preso la Toscana dove, oggi, si contano 284 strutture congressuali diffuse sull’intero territorio regionale con le concentrazioni più forti a Firenze e Pisa. Il tutto per un totale di 997 sale e oltre 120.000 posti. Per quanto riguarda lo stato di salute di questo particolare settore turistico, dal primo rapporto OICE emerge che nel 2014 oltre 25 milioni di persone si sono mosse sul territorio italiano per partecipare a più dei 308.000 tra eventi e congressi organizzati in circa 6.000 strutture di tutta Italia, più della metà nel nord del Paese. Il 60% del totale degli eventi ospitati in Italia ha avuto partecipanti provenienti prevalentemente dalla stessa regione dove è ubicata la sede congressuale; il 31% ha avuto un orizzonte nazionale per quanto riguarda i partecipanti, mentre un 9% degli eventi è stato classificato come internazionale. Quanto alla tipologia di sede, l’analisi illustra come in Italia siano gli alberghi congressuali (il 70,9% di tutte le sedi analizzate) a concentrare nel loro insieme la maggior parte degli eventi, seguiti da dimore storiche (6,5%) e centri congressi e fieristico congressuali (5,9%).

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