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Turismo e cultura: o vanno a braccetto, o niente risalita dalla crisi Turismo

Firenze – Turismo e cultura devono andare a braccetto, o risalita non ci sarà. Se ne è parlato stamattina alla presenza di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, dell’assessore Nocentini e dei sindaci Nardella e Domenico Lombardi, primo cittadino di Pietrasanta, comune esempio della sinergia sperimentale tra turismo e cultura. Cosa c’è di nuovo nel mettere insieme il gatto e la volpe del traino economico italiano? Apparentemente niente, viviamo di entrambi dal di dentro al punto di non sapere neanche di cosa stiamo parlando. Se infatti del turismo si ha un’idea chiara (che fa rima con alberghi e tassa di soggiorno, quindi entrate), da rivedere è l’immagine museale e paesaggistica, ormai insufficiente – da sola – ad attrarre globetrotters e compatrioti.

Eppure, fa sapere l’assessore Nocentini, è proprio l’Italia, insieme all’Australia, in cima ai desiderata degli utenti di Tripadvisor, quanto a mete ideali. Ideali, appunto, perché l’automatismo non sempre scatta e, se lo fa, troppo spesso si incarna in quel turismo mordi e fuggi contro cui ormai da tempo è partita la crociata, anche da Firenze. I risultati sono di misura, ma ci sono. È il sindaco stesso a riportarli: 200.000 i pernottamenti in più rispetto all’anno scorso nell’area fiorentina, con una permanenza media di 2,5% giorni rispetto al dato precedente, fermo all’1,8. In controtendenza anche i dati riportati dalla categoria, che registra un +1,2% sugli arrivi rispetto al 2013, “ma solo grazie agli stranieri che hanno scelto le città d’arte”, ha spiegato Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana. Ancora troppo poco per poter dire di dormire tra due cuscini. I

l turismo italiano è infatti in netto calo, sotto la scure della crisi. Bernabò Bocca indica la soluzione nelle manovre economiche del governo, soprattutto in merito al taglio all’Irap. “A fronte di un pari numero di presenze, c’è stato un calo di fatturato perché le imprese, per avere tasso di occupazione, hanno dovuto abbassare i prezzi. Se consideriamo anche i costi in aumento per il settore alberghiero, la forbice si apre sempre di più”. Taglio alle tasse, dunque, ma anche riorganizzazione dell’Enit, recentemente commissariata dal ministro Franceschini. “Lo sviluppo del settore alberghiero ha bisogno dell’Enit – ha dichiarato – ma non di questo Enit, cioè di un’agenzia che attualmente spende l’80% del budget per i costi di funzionamento, a cui rimangono solo 2 milioni di euro per promuovere l’Italia del mondo: praticamente uno stipendificio che non serve a nessuno”.

Poi l’Expo, “un’opportunità straordinaria per un paese che non sa promuovere se stesso. Sono d’accordo con Renzi – ha proseguito – quando dice che siamo i peggiori direttori commerciali di noi stessi. Diciamo già che sarà un disastro a 6 mesi dall’inizio e non c’è niente di peggio. Prendiamo i francesi. Sono bravissimi a vendere il nulla, mentre sembra che noi si sia buoni solo a distruggere ciò che abbiamo”. L’eccezione al trend è l’esempio di Pietrasanta, comune che dagli anni 80 ad oggi ha saputo fondere turismo e cultura con formule nuove, certo, ma partendo proprio dalla valorizzazione del genius loci. “La lavorazione del marmo e del bronzo hanno attirato artisti di grandissimo spessore, che hanno fatto di Pietrasanta la loro casa”. Pensare a Igor Mitoraj è fin troppo facile. “L’ingrediente del successo è nella valorizzazione del patrimonio artistico e di saperi locale. Certamente la partecipazione dei privati ha dato le risorse per fondere internazionalità alla qualità delle nostre proposte, ma l’essenziale è non perdere l’identità locale”.

A Pietrasanta si contano, solo per eventi culturali, 270.000 presenze annue e il dato è in crescita, con un +2% di arrivi nel 2013 e il +7% soltanto nei primi mesi del 2014. Ma il turismo in Italia non è solo cultura: se le città d’arte se la sono cavata bene, quella appena passata è stata una stagione amara operatori balneari. “Il nostro compito è far spostare il turista dalla città al territorio circostante”, ha detto Bocca. Sulla stessa linea l’assessore Nocentini: “il turista deve aspirare sempre più alla conoscenza del territorio che va a visitare. Per stimolare questo tipo di turismo è importante che diventi stretto il legame tra operatori economici e gli eventi culturali che l’area propone. Non si deve pensare che il processo di valorizzazione della cultura si traduca economicamente solo in bigliettazione” perché, ha ripreso Nardella, “il turismo non è la cenerentola dell’economia italiana, è la locomotiva” che, aggiunge deve correre su un mix di infrastrutture, servizi di qualità e grandi eventi, dallo sport, all’enogastronomia. Non di sola arte, insomma, vivrà.

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