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Turismo, è la Toscana quella che piace di più Economia, Turismo

Turismo, la Toscana è in testa per quanto riguarda il giudizio complessivo di “gradimento” (che riguarda l'intero pacchetto di servizi al turista) dei viaggiatori esteri, mentre Firenze si guadagna un quarto posto fra le mete più gettonate in Italia dopo Roma,  Milano e Venezia. E, per quanto riguarda gli arrivi, la Toscana conquista un bel terzo posto dopo il Veneto,  sempre saldamente in testa, e la Lombardia.
Un business, quello del turismo, che rappresenta il 4,4% del valore aggiunto dell'Italia e che si conferma in crescita: + 0,3% negli ultimi 10 anni, dato che si rivela in controtendenza rispetto ad ogni altro settore.
E tuttavia, non sono solo luci, quelle che brillano: nello stesso decennio l'Italia ha  subito una perdita di quote di mercato internazionale (5,8% nel 2000, 3,8% nel 2012), pur rimanendo al terzo posto in Europa (dopo Spagna e Francia).

Il report dell'Ufficio Studi Banca Popolare di Vicenza rivela anche che l'Italia ha la maggiore capacità ricettiva in Ue, 78,2 posti letto per 1.000 abitanti (media europea 55,8), 4,7 milioni posti letto per il 47,5% legate a strutture alberghiere e per il 52,5% a campeggi, alloggi in affitto, agriturismi, bed and breakfast.
E anche il turismo funziona da cartina di tornasole per il contrarsi dei consumi interni:  dopo il +20% negli ultimi 10 anni, il 2012 ha segnato un -5,4% per il forte calo degli italiani, pari a -9,8%.
E sul fronte degli arrivi degli stranieri, una lievissima crepa appare nell'ultimo anno: infatti, a fronte degli arrivi di turisti stranieri che hanno segnato +30,6% negli ultimi 10 anni, nell'ultimo periodo si è segnalata una sia pur minima contrazione, -0,2%.

Provenienze . La Germania si conferma il principale paese di provenienza dei turisti stranieri: 20 milioni, pari al 21% degli arrivi. Seguono gli Stati Uniti, col 9,4%.
Cresce la Russia, +41% negli ultimi tre anni; Svizzera +25%, Austria +19%, Francia +14,7% e Germania +14,0%.
L'80% preferisce stazionare in albergo, meglio se di alta fascia.

Destinazioni. Veneto destinazione principale, con quasi 16 milioni di arrivi; a seguire Lombardia 13 milioni, Toscana 12 milioni e Lazio 10 milioni. Tra le regioni italiane che registrano il minor numero di arrivi si segnalano Basilicata con 0,5 milioni e  Molise 0,2 milioni.
I maggiori incrementi del numero di arrivi negli ultimi 3 anni sono stati di Lombardia (+23,0%), Piemonte (+22,2%) e Veneto (+11,6%), mentre hanno evidenziato un calo Sardegna (-5,1%), Lazio (-3,3%), Abruzzo (-2,8%) e Calabria (-0,8%). La permanenza media nel 2012 è di 3,7 notti (4,2 notti nel 2002), valore superiore agli altri principali paesi europei.

Nel 2012, per l'Organizzazione mondiale del turismo l'Italia si conferma al terzo posto in Europa (quinta nel mondo) per entrate da turismo internazionale (32 mld di euro, +7,1% sul 2000), dietro solo a Spagna e Francia. In termini di quota di mercato, l'Italia detiene il 3,8% delle entrate mondiali da turismo, nel 2000 ne aveva il 5,8%.

Il Paese, spiega Confesercenti, potrebbe reggere meglio alla competizione internazionale, sempre più aggressiva, se si dotasse di una politica del turismo in grado di sfruttare le grandi potenzialità del nostro territorio e del nostro patrimonio culturale ed artistico.
Tuttavia è necessario tenere conto della forte disparità delle situazioni territoriali, seguendo le quali gli stranieri tendenzialmente preferiscono mete nel Centro-Nord, in èarticolare le grandi città ( Roma Milano, Venezia e Firenze). Bene tuttavia anche la provincia italiana, che piazza in graduatoria graduatoria città come Varese, Imperia, Trieste, Como.

Il Mezzogiorno. Nonostante lo scrigno di bellezze artistiche, fisiche e culturali del nostro Sud, solo il 13 per cento degli arrivi dall'estero si dirige nelle regioni del Mezzogiorno. Del resto, un segnale preciso giunge dai giudizi complessivi che giungono dai turisti stessi, che in generale, si entusiasmano per regioni ad elevato orientamento al turismo, e quindi dotate di servizi più efficienti e di migliore qualità, come ad esempio un patrimonio naturale o artistico maggiormente preservato. Restano indietro, invece, le regioni dove lo stato di preservazione del territorio o il complesso dei servizi appaiono zoppicanti.

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