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Turismo in calo? Ci pensano gli agriturismi Turismo

Firenze – Meno presenze di stranieri in Italia? Tutta colpa di prezzi troppo alti, della mancanza di una visione strategica e della mancata valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale, almeno secondo la Confederazione italiana agricoltori.

Il “bel paese la dove ‘l sì suona”, come lo definiva Dante, resta una delle mete più desiderate dai turisti, ma molti in meno sono quelli che approdano nella Penisola. E l’Italia è scivolata al 5° posto fra le mete mondiali. Se nel 1950 in Italia approdava il 19% dei viaggiatori mondiali, ad oggi il numero si attesta al 4,4%.

Complice di questo calo, sicuramente il miglioramento di altre nazioni sotto l’aspetto turistico, ma la mancanza di manutenzione delle bellezze artistiche italiane è alla base del crollo del turismo in Italia.

E allora, come rilanciare il turismo? L’idea arriva dalla Cia stessa. Gli agricoltori si candidano a paladini del “bel paese”, anche in forza degli oltre 20.000 agriturismi disseminati sul territorio. Con una lettera inviata al ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, la Cia propone di passare in gestione direttamente agli agriturismi le centinaia di beni archeologici e culturali in stato di degrado. E, questo, mediante una convenzione delle strutture con il ministero.

Come dire, insomma, che se la bellezza ed il turismo che ne consegue non possono essere sostenuti dal pubblico, ci potrebbe pensare il privato.

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